Referendum, in Italia vince il no. Anche a Bergamo città con il 54.2%. La provincia in controtendenza - La mappa con i risultati
Referendum, in Italia vince il no. Anche a Bergamo città con il 54.2%. La provincia in controtendenza - La mappa con i risultati
LE URNE. Subito alla chiusura dei seggi, in tutta Italia è partito lo spoglio e il no è andato immediatamente avanti sul dato nazionale, mentre nella nostra provincia, così come in Lombardia, è stato il sì a predominare. Bergamo città invece boccia la riforma costituzionale sulla giustizia: è no il 54.2% dei voti.
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Poche ore sono bastate per lo spoglio del referendum sulla legge costituzionale di riforma della giustizia. Si è iniziato alle 15 di lunedì 23 marzo e subito è stato i l no a predominare a livello nazionale mentre nella Bergamasca il si è stato nettamente più alto così come in tutta la regione Lombardia.
In Italia vince quindi il no con il 53.57% contro il sì (46.43%). Lombardia e Bergamasca, però, in controtendenza.
Unica provincia dove vince il no è la città metropolitana di Milano dove il 53,79% ha bocciato la riforma della giustizia
Unica provincia dove vince il no è la città metropolitana di Milano dove il 53,79% ha bocciato la riforma della giustizia
A Milano vince il no e in Lombardia il sì. È questo in sintesi il risultato principale del referendum sulla riforma della giustizia nella regione dove sono nate Forza Italia e Lega e dove l’affluenza ha superato di molto il dato nazionale. Una volta scrutinate tutte le 9.258 sezioni la partecipazione al referendum è stata del 63,75%.
L a città con l’affluenza più alta è Bergamo con il 65,25% , buon risultato anche a Brescia dove ha votato il 64,74% degli elettori e a Lecco (64.95%), anche a Milano il dato supera il 65%. La Lombardia nel suo complesso dice sì alla riforma della giustizia: il sì vince con il 53,57% dei voti mentre il no si ferma al 46,43%. Nella provincia di Bergamo il sì vince con il 58.80%, così anche a Brescia, mentre a Varese è oltre il 55%.
La Lombardia nel suo complesso dice sì alla riforma della giustizia: il sì vince con il 53,58% dei voti mentre il no si ferma al 46,42%
La Lombardia nel suo complesso dice sì alla riforma della giustizia: il sì vince con il 53,58% dei voti mentre il no si ferma al 46,42%
«Oggi più che mai rivendico l’orgoglio di essere lombardo e desidero ringraziare la gente di questa regione» ha commentato il governatore Attilio Fontana che ha definito i lombardi «fautori del cambiamento e dell’innovazione» e ha visto la bocciatura della riforma a livello italiano come una «occasione persa» per «rendere l’Italia più moderna».
In controtendenza rispetto al resto della Lombardia, la provincia di Milano da dove arriva un no convinto al referendum. Prendendo l’intera città metropolitana il no supera il 53%, a Milano città invece arriva a oltre il 58%. Per il sindaco Giuseppe Sala questo voto ha un duplice significato politico. «Si ribadisce che la Costituzione non è immodificabile, ma qualunque modifica deve portare ad un miglioramento delle regole democratiche - evidenzia -. E in secondo luogo, questa vittoria ci dice che il Paese è contendile. Ripartiamo da qui».
Anche dal Palazzo di Giustizia di Milano arriva soddisfazione per il risultato del voto, con facce sorridenti, abbracci e anche lacrime di gioia tra i magistrati. È una «vittoria contro le delegittimazioni» sintetizza il presidente del Tribunale Fabio Roia.
Ecco il dato della provincia di Bergamo, in controtendenza con il dato nazionale: 58.80% per il sì e 41.20% per il no.
Città in controtendenza
A Bergamo città la situazione si rovescia: alle 18 il dato era già definitivo e vince il no con il 54.22% e il sì si ferma al 45.78%. Le sezioni scrutinate sono 103 su 103 e alle 19 un comizio è stato organizzato in maniera estemporanea per festeggiare il risultato.
Una curiosità: con la città, vince il no anche a Oltressenda Alta. La percentuale qui si assesta al 59.30% contro il 40.70% dei sì. Anche a Torre Boldone vince il no con il 50.01% (per un solo voto di differenza) e a Castro con il 54.30%.
Carnevali: «Attenzione alle priorità delle persone»
«Una partecipazione così alta è il segnale più importante: quando si vota sulla Costituzione, i cittadini rispondono.Il risultato, in Italia come a Bergamo, vede prevalere il no ed è per me motivo di soddisfazione - commenta la sindaca di Bergamo Elena Carnevali -. Il referendum non mi ha convinto fin dall’inizio, perché questa riforma non interveniva sui problemi reali della giustizia: i tempi dei processi, le carenze di organico, le difficoltà del sistema penale. Inoltre metteva a rischio l’equilibrio dei poteri. E poi è mancato un confronto serio, rigoroso e costruttivo in Parlamento. Il Governo ha scelto invece di politicizzare questo referendum. I cittadini hanno risposto entrando nel merito e dando un segnale politico chiaro. Da qui bisogna ripartire, senza ulteriori prove muscolari. Il risultato di oggi dice che serve dialogo, rispetto delle diverse posizioni e una vera attenzione alle priorità che incidono ogni giorno sulla vita delle persone».
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