Reati minorili, aumentano i casi gravi. «Disagio da intercettare precocemente»
Reati minorili, aumentano i casi gravi. «Disagio da intercettare precocemente»
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GIUSTIZIA. Lieve calo dei ragazzi presi in carico, ma incremento di estorsioni, rapine, maltrattamenti e spaccio. D’Urbino: «Fragili e immaturi, senza empatia verso le vittime. Serve fare rete per istituire percorsi di sostegno».
Il primo impatto è quello della cronaca: le violenze, gli arresti, lo stillicidio quasi quotidiano di un disagio giovanile che esplode sino ad assumere i contorni criminali.
Poi c’è il piano dei numeri ufficiali, che mostrano ora un lieve arretramento degli adolescenti che finiscono nei guai con la giustizia. Non c’è una contraddizione, in realtà, tra queste due tendenze apparentemente divergenti: quel che accade, a Bergamo come altrove, è soprattutto l’inasprimento «qualitativo» dei reati minorili. Furti che diventano rapine, minacce che sfociano nell’estorsione, risse dove spunta quella «lama» portata perennemente con sé.
Stando ai dati del ministero della Giustizia, alla fine del 2025 erano 1.407 i minorenni e i «giovani adulti» (cioè fino ai 24 anni) presi in carico dall’Ufficio di servizio sociale per i minorenni di Brescia, l’organo – competente anche sulle province di Bergamo, Cremona e Mantova – che interviene quando il minore entra nel circuito penale a seguito di segnalazione, denuncia o arresto, e che segue quella situazione sino alla conclusione del percorso giudiziario. È una platea rimasta praticamente stazionaria........
