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Processo sul racket dei buttafuori di Livorno: convocate le vittime dei pestaggi

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Processo sul racket dei buttafuori di Livorno: convocate le vittime dei pestaggi

Alcune delle persone picchiate parleranno in aula nel corso della prossima udienza. Fra gli imputati un’ex poliziotta e candidata a Viareggio definita «impresentabile» dalla Commissione parlamentare antimafia. Ecco le accuse

LIVORNO. È entrato nel vivo nei giorni scorsi, con la prima udienza dibattimentale, il processo sul presunto “racket dei buttafuori”, l’inchiesta avviata dai carabinieri del nucleo operativo labronico, comandato dal tenente colonnello Guido Cioli, che ipotizzava l’esistenza di un’associazione per delinquere capace di controllare, con intimidazioni e violenze, il settore della sicurezza nei locali notturni fra Livorno, Pisa e parte della costa toscana.

Davanti al collegio del tribunale sono state messe in calendario le audizioni dei testimoni indicati dalla pubblico ministero titolare dell’inchiesta, Sabrina Carmazzi. Una parte di loro verrà ascoltata già alla prossima, il 17 giugno, mentre altri saranno sentiti successivamente, perché manca la trascrizione completa delle intercettazioni finite agli atti dell’indagine. Il 17 giugno saranno sentite alcune delle persone offese relative ad aggressioni e rapine contestate nel fascicolo, oltre ai militari dell’Arma e agli agenti di polizia che svolsero gli accertamenti. In particolare, il dibattimento entrerà nel dettaglio di alcuni pestaggi avvenuti fra il 2018 e il 2019 all’interno o fuori dai locali della movida livornese, che per l’accusa sarebbero legati alla strategia del gruppo di imporsi nel mercato della security privata.

A processo ci sono Giacomo Sarti – 37 anni, livornese e ritenuto dagli inquirenti uno dei promotori dell’associazione –, il trentaquattrenne Admir Murataj, albanese residente nel Pisano,........

© Il Tirreno