Bande in guerra a Livorno, parla una vittima: «Alla base anche il razzismo magrebino»
Bande in guerra a Livorno, parla una vittima: «Alla base anche il razzismo magrebino»
Il racconto dell’uomo inseguito in piazza Magenta da tre membri del gruppo dei cosiddetti "Salesiani": «Li conosco, spacciano droga ovunque e sono intolleranti verso noi tunisini del sud»
LIVORNO. «Quei tre? Li conosco solo di nome, perché spacciano droga in tutta la zona. Sono del nord della Tunisia, molto razzisti nei confronti di chi come me proviene dal sud». A parlare agli inquirenti, subito dopo l’aggressione di piazza Magenta, è il cittadino tunisino minacciato dai connazionali Mohamed Ennaceur Hamdi (32 anni) e Wael Ben Naceur (di 27), ora in carcere e il 6 luglio rimasti in silenzio durante l’interrogatorio di garanzia, oltre che dal fratello di quest’ultimo, Karim Ben Naceur, 29 anni, domiciliato a Tirrenia e a differenza dei primi due indagato senza alcuna misura cautelare a suo carico.
La vittima è stata ascoltata dagli inquirenti – l’inchiesta è in comune fra Squadra mobile della polizia di Stato, diretta dal vicequestore Riccardo Signorelli, e nucleo investigativo dei carabinieri, comandato dal tenente colonnello Guido Cioli – nell’ambito delle indagini che hanno portato a 11 persone sotto accusa per la guerra fra le due bande........
