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Alluvione, la testimonianza: «L’acqua mi trascinava nel buio, ma pensavo alle vite da salvare»

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10.09.2026

Alluvione a Livorno, la testimonianza: «L’acqua mi trascinava nel buio, ma pensavo alle vite da salvare»

Il racconto dell’ex parà Francesco Grasso: «Quella non era una situazione controllabile. Non c'era spazio per pensare troppo, bisognava agire»

LIVORNO. Nove anni dopo, Francesco Grasso ricorda ancora il buio. Non un buio qualsiasi, ma quello di una notte in cui Livorno sembrava aver perso i suoi confini. «Ricordo tutto – racconta – ogni dettaglio, ogni particolare. Ricordo i salvataggi, l’acqua, ovunque, e le correnti rendevano instabili i ponti». All’epoca Grasso aveva 36 anni ed era un militare dell’8° Reggimento Genio guastatori paracadutisti Folgore. Oggi quella divisa non la indossa più: il 28 marzo scorso, dopo 27 anni nell’Esercito, si è congedato e ha ricominciato a Verona, dove ha avviato un’impresa di termoidraulica. Ma quella notte tra il 9 e il 10 settembre 2017 – insieme ai colleghi Victor Alfonso Scaccia e Biagio Topa – è rimasta dentro di lui. Forse perché, più di ogni altra, gli ha insegnato che cosa significhi davvero essere uomini davanti a una tragedia. «Non era una situazione controllabile – sottolinea – . Non c’era spazio per ragionamenti lunghi: dovevi decidere e agire». La prima decisione fu quella di assumersi una responsabilità enorme: Grasso, che in quel momento era in servizio in città, si rendeva conto che qualcosa di molto grave stava accadendo. Con lui c’erano due militari molto giovani e non se la sentì........

© Il Tirreno