Livorno, Orti Urbani – Parla l’assessora Viviani: «Non mi dimetto e non abbiamo avvantaggiato nessuno»
Livorno, Orti Urbani – Parla l’assessora Viviani: «Non mi dimetto e non abbiamo avvantaggiato nessuno»
Dieci domande all’amministratrice finita al centro delle polemiche per la questione degli spazi di via Goito
LIVORNO. Dice che non ha intenzione di dimettersi. Difende le scelte fatte con il nuovo Piano operativo della città, la manovra urbanistica. E alla fine su via Goito tira dritto. L’assessora Silvia Viviani, finita al centro delle polemiche per l’area degli orti urbani, risponde così a dieci domande sul suo operato e su quello che sarà.
Partiamo dal tema caldo. Lei è dal 2022 vicepresidente di InArch Toscana: di cosa si occupa questa realtà e in cosa si concretizza il suo ruolo?
«Sono vicepresidente di InArchToscana perché è il Comune di Livorno che ha aderito nel 2021, scelta che è stata fatta anche da altre istituzioni come l’università di Pisa e da altri Comuni nelle varie sezioni regionali in Italia. È ridicolo che qualcuno faccia illazioni inaccettabili in riferimento a un percorso nel quale la città di Livorno partecipa inserendosi per l’attività di ricerca nel campo della sostenibilità applicata al progetto di architettura e delle tecnologie innovative».
Condivide questa carica con Stefano Frangerini, già vicepresidente di Ance, l’associazione dei costruttori che di InArch è partner e socia sostenitrice. Frangerini è il titolare dell’impresa che a Livorno si è aggiudicata importanti lavori pubblici in questi anni: il restauro delle Terme del Corallo, dei portici di via Grande, la realizzazione del nuovo impianto sportivo alla Scopaia, il Cubone. Ora si è aggiudicata all’asta i terreni privati di via Goito, che il nuovo Piano operativo ha mantenuto in parte edificabili. Per lei non si pone un problema di conflitto di interessi o comunque di opportunità politica?
«Siamo al paradosso. Ance nazionale è socio fondatore di InArch. Quindi, tutte le imprese italiane dovrebbero evitare di partecipare a bandi pubblici o di svolgere le proprie attività? Seguiamo regole deontologiche serie e solide. Non c’è alcuna confusione o sovrapposizione di ruoli, né scambi di conoscenza o di idee che in sede InArch esulino dai compiti dell’Istituto. Come ho chiarito, la presenza di soggetti........
