Livorno, arrivano cartellini rossi per i consiglieri. E in aula si deve dire “assessora”
Livorno, arrivano cartellini rossi per i consiglieri. E in aula si deve dire “assessora”
Ecco il via libera al nuovo Regolamento di Consiglio comunale e commissioni
LVORNO. D’ora in avanti in aula si dovrà dire assessora, consigliera o vicesindaca. Insomma, niente vocali al maschile quando si parla di donne. E per i consiglieri comunali che si rendono protagonisti di atti di «particolare gravità», per esempio facendo «appello alla violenza», arriva il cartellino rosso, più due giornate di squalifica. Non è uno scherzo. Il presidente potrà dire: si accomodi fuori dall’aula e ci resti pure per le prossime due sedute. Sempre che il consiglio, «sentite le giustificazioni» del diretto interessato (o interessata, bene essere precisi), non decida diversamente, con una maggioranza dei due terzi. Non solo. Dopo i 1.600 emendamenti piovuti sulla manovra urbanistica e quel voto arrivato mesi fa quasi all’alba, ecco anche le regole anti-ostruzionismo: gli emendamenti potranno essere accorpati per argomento e chi li proporrà potrà presentarli, discuterli e fare le proprie dichiarazioni di voto nell’arco di 60 minuti, non di più (chi ricorda il monologo di otto ore del leghista Carlo Ghiozzi sul Piano operativo...?). Queste sono alcune delle modifiche introdotte ufficialemnte al Regolamento e allo Statuto del consiglio comunale. Così in municipio sono state riscritte le regole del gioco, per usare una frase cara all’assessora Viola Ferroni, che ha la delega ai rapporti col Consiglio. La giunta, le forze di maggioranza e gran parte delle opposizioni ci lavoravano insieme da mesi, fuori e dentro la prima commissione. Tant’è che alla fine il nuovo Regolamento è passato con i voti di tutti – liste e partiti di maggioranza, M5S, gruppo misto primo Polo e Forza Italia – ad eccezione di Lega (Carlo Ghiozzi) e Fratelli d’Italia (Alessandro Perini). Al momento........
