Livorno, gli alunni "adottano" i loro corsi d'acqua: prevenzione e conoscenza del territorio
Livorno, gli alunni "adottano" i loro corsi d'acqua: prevenzione e conoscenza del territorio
L'iniziativa del Consiglio di Zona 5 e dell'istituto Carducci: ecco come si svolge
LIVORNO Il mio rio. In sicurezza. Dai banchi di scuola all’ “adozione” di un corso d’acqua del proprio territorio, e si parla della zona sud. Protagonisti di questo progetto innovativo voluto dal Consiglio di Zona 5 sono gli studenti delle elementari e delle medie del Comprensivo Carducci.«L’alleanza educativa è la cifra di questo progetto: una comunità che si mette a disposizione dei più giovani, creando sinergie concrete per offrire opportunità formative aggiuntive e costruire consapevolezza del proprio territorio e sicurezza», così la vicesindaca Libera Camici presenta l’iniziativa del percorso “Il mio rio, la mia sicurezza”, promosso dal CdZ 5 con protezione civile, Comprensivo Carducci, Consorzio di Bonifica 5 Toscana Costa e Museo di Storia Naturale. Un progetto che mette al centro la conoscenza dei corsi d’acqua di quartiere come strumento di prevenzione e crescita civica. «Conoscere il corso d’acqua vicino a casa – prosegue Camici – significa valorizzare le bellezze del territorio ma anche comprenderne le fragilità». Prosegue Marco Chimenti, presidente del CdZ 5: «Questo calendario nasce da un percorso formativo promosso dall’amministrazione con la protezione civile. Abbiamo sempre trovato grande disponibilità nelle scuole del quartiere: è fondamentale raggiungere bambini, famiglie e cittadini».
Il programma prevede lezioni in classe e uscite. Le lezioni sono partite i primi di marzoi (5°B Carducci e 1°D San Simone), il 10 marzo (5°A e 5°B Banditella, 1°F Banditella) e il 18 marzo (5°A e 1°H Montenero). Le uscite: si parte l’8 aprile (Carducci e San Simone), il 9 aprile (Banditella), il 14 aprile (Montenero) e il 16 aprile (1F Banditella). Evento conclusivo il 14 maggio all’area Ap15, in viale Italia (Rotonda), con la protezione civile. «Adottare un rio – spiega la consigliera del CdZ5 Daniela Marini – significa sentirlo proprio, conoscerlo, prendersene cura, passando idealmente il testimone agli studenti degli anni successivi. L’obiettivo è rendere il progetto strutturale e replicabile negli anni e in altri quartieri». Ogni zona ha caratteristiche diverse, ma ovunque vale lo stesso principio: la conoscenza del territorio è sicurezza.Donatella Iannaccone (Carducci) ribadisce: «Educare alla cura dell’ambiente significa rafforzare il legame con la comunità. L’adozione del rio Ardenza per noi ha un significato particolare: è un corso d’acqua che ha inciso profondamente sulla nostra realtà. Questo progetto rappresenta un investimento per il futuro».La protezione civile pone l’accento sulla prevenzione: «Il nostro lavoro non è solo emergenza - afferma Jacopo Tamberi - Possiamo chiedere comportamenti corretti ai cittadini solo se prima abbiamo trasferito conoscenza. Questo percorso amplia l’offerta formativa e parla ai cittadini di domani». Si ribadisce quanto l’area a sud della città sia attraversata da corsi d’acqua spesso poco conosciuti. l
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