Livorno e il suo eremo da salvare: la messa-denuncia. «Crolla, che torni alla nostra chiesa»
Livorno e il suo eremo da salvare: la messa-denuncia. «Crolla, che torni alla nostra chiesa»
Don Cristian e l’omelia alla Sambuca: «Luogo dell’anima, basta con i discorsi»
LIVORNO «L’eremo ci avvicina a Dio e noi abbiamo bisogno di esso. È un “autogrill” che offre al viandante la possibilità di sostare per avvicinarsi a Dio». Proviene da un altare questa riflessione che ha il sapore della protesta. È la messa-denuncia all’ombra dell’ eremo della Sambuca, il gioiello dimenticato che cade a pezzi nel cuore delle nostre colline, di don Cristian Leonardelli, parroco della chiesa di San Giovanni Gualberto della Valle Benedetta.
Denuncia il cronico stato di abbandono del luogo. Per farlo sceglie l’area verde di fronte all’eremo che è recintato, con cartelli che proibiscono l’ingresso per il rischio di ulteriori crolli dell’edificio. Un tavolo per altare, la chioma di un pino per l’ombra sui fedeli e seggioline portate da casa: sono una quarantina i parrocchiani arrivati, chi a piedi, altri col pulmino a 9 posti di proprietà degli scout dell’ Agesci condotto dall’autista-sacrestano-chitarrista di brani sacri durante la messa Leonardo Lepori. La messa denuncia Inizia la messa. Don Cristian la personalizza: offre ai fedeli, prima del rituale “preghiamo”, la........
