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Livorno, Orti urbani: parla Frangerini sulle proteste – «Ma quale tutela dell’ambiente? Solo interessi politici e personali»

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Livorno, Orti urbani: parla Frangerini sulle proteste – «Ma quale tutela dell’ambiente? Solo interessi politici e personali»

Le parole dell’imprenditore che dovrebbe realizzare gli immobili in via Goito: un’operazione al centro di un'animata discussione tra favorevoli e contrari

LIVORNO. «Sulla manifestazione di sabato (5 settembre, ndr) non ho niente da eccepire. Siamo in democrazia e manifestare è un diritto sacrosanto». Stefano Frangerini parte da qui. Nessuna obiezione sul corteo e sul dissenso. Il costruttore, però, in questa lunga intervista al Tirreno rilasciata dopo una settimana calda sul fronte Orti, traccia subito un confine: «Una cosa è manifestare, un’altra è entrare nei cantieri, denigrare un’azienda o raccontare cose non vere».

La spiegazione – Cos’è il caso Orti Urbani e perché è diventato il simbolo degli ambientalisti

Frangerini, cosa pensa del maxi corteo di sabato?

«Se le persone manifestano pacificamente, possono farlo e ci mancherebbe altro. Il problema nasce quando il confronto esce da questo contesto. Quando sono venuti sotto la mia azienda, alla fine, sono rimasti striscioni in Pvc, cicche di sigarette, carta accartocciata. E poi sento parlare di ambientalismo: per me c’è una contraddizione evidente».

Venerdì c’era stato invece il bltiz in tre cantieri, due dei quali della sua azienda. A freddo come valuta quell’azione?

«Vede, un cantiere è un’area privata, regolata da norme di sicurezza precise. Non può entrarci liberamente neppure la proprietà. Invece ci sono state iniziative definite “controllo popolare”, con persone entrate nei cantieri e striscioni esposti all’interno. Al Cubone e Nugola ci sono stati episodi di questo tipo. E in via Piemonte è stato preso di mira un cantiere che non è della mia impresa e dove non lavorano miei dipendenti. Questo dimostra quanto sia facile far passare informazioni sbagliate».

Lei però usa parole molto dure anche sull’area degli Orti.

«Perché rifiuto la rappresentazione di un luogo idilliaco e paradisiaco; senza problemi. Io ci sono stato nel 2022 e ho ricevuto successivamente anche fotografie recenti da cittadini. Ho visto e mi sono state documentate baracche, pallet, serbatoi, rifiuti, vecchi motorini, impianti improvvisati. Il punto è semplice:........

© Il Tirreno