menu_open Columnists
We use cookies to provide some features and experiences in QOSHE

More information  .  Close

Livorno, convalidato il fermo per l’omicidio: Luigi Amirante non risponde al giudice

5 0
03.03.2026

Livorno, convalidato il fermo per l’omicidio: Luigi Amirante non risponde al giudice

La legale della famiglia di Francesco Lassi, l'agente di commercio di gioielli ucciso a 55 anni a coltellate: «Si valuti l’aggravante della premeditazione»

LIVORNO. Come aveva fatto in occasione dell’interrogatorio con il pubblico ministero, anche durante l’udienza di convalida il 47enne Luigi Amirante si è avvalso della facoltà di non rispondere. Il giudice, d’altra parte, ha convalidato il fermo disponendo nei confronti dell’indagato la custodia cautelare in carcere tramite ordinanza. E mentre il sostituto procuratore Niccolò Volpe, titolare dell’inchiesta per omicidio volontario, giovedì conferirà l’incarico per l’autopsia nel frattempo gli investigatori, ancora alla ricerca dell’arma del delitto, stanno lavorando per far luce su quanto esattamente sia accaduto giovedì scorso nello studio del commercialista Massimo Galli, al civico 110 di via Grande.Delitto e fermo Sappiamo che la vittima, il 55enne pistoiese Francesco Lassi, è morto dopo essere stato colpito con due coltellate al torace e che il killer è stato visto e fotografato mentre si allontanava dal luogo del delitto con un coltello da cucina infilato nel cinturino. Due ore dopo la polizia ha fermato l’ex collaboratore di giustizia Luigi Amirante in via Mastacchi trovando nella sua auto gli abiti insanguinati che, secondo l’accusa, avrebbe indossato durante l’omicidio. Nel corso delle indagini è venuto poi fuori che i due sarebbero stati fatti incontrare dal gioielliere Nicola Sardi il quale, dipendente della società “Sardi Silver”, avrebbe conferito a Lassi un mandato per vendere e comprare oro consentendogli di usufruire della stanza sede legale dell’azienda (nello stesso studio del commercialista Massimo Galli) anche per incontri autonomi, come sarebbe avvenuto giovedì 26 febbraio.Le indagini Giorno in cui Lassi e Amirante si sarebbero incontrati per una compravendita d’oro (nella stanza è stata trovata una lamina dal valore di 14mila euro) poi finita male. L’agente di commercio è morto lì, raggiunto da due coltellate. Sul corpo del presunto aggressore, d’altra parte, sono state trovate ferite che potrebbero essere riconducibili a segni di colluttazione avvenuti nelle fasi precedenti all’omicidio. Come se la vittima, prima di essere ucciso, avesse provato a difendersi. Chiarimenti in questo senso potrebbero emergeranno grazie all’autopsia.La vittima La vittima d’altra parte – è quanto emerge – sarebbe andato in via Grande con un’auto, che aveva parcheggiato a pochi metri dal palazzo e che sabato scorso è stata recuperata dalla moglie. Dentro c’era il cellulare che l’agente di commercio utilizzava per lavoro e il tettuccio della vettura era scoperto. «Evidentemente si aspettava un incontro di pochi minuti, dato che anche il cappotto era in auto – sottolinea l’avvocata Azzurra Tatti, del foro di Pistoia, legale che segue la famiglia della vittima–. Adesso aspettiamo l’esito dell’autopsia per avere la conferma dell’intento omicidiario. Seguirò le indagini del pm, ci sembra però chiaro che debba essere valutata l’aggravante della premeditazione. Il lavoro di Lassi era peculiare, ma lo faceva con correttezza e professionalità. 

Iran, gli aggiornamenti dalla guerra: Israele avanza in Libano. Schizza il prezzo della benzina


© Il Tirreno