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Leonardo Pavoletti si ritira dal calcio: il Picchi, la Nazionale e una carriera da bomber – La lettera d’addio e un unico rimpianto

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16.10.2026

Leonardo Pavoletti si ritira dal calcio: il Picchi, la Nazionale e una carriera da bomber – La lettera d’addio e un unico rimpianto

Livornese doc, non ha mai giocato in amaranto: in estate il suo possibile arrivo all’Ardenza ha fatto sognare i tifosi, ma un problema al ginocchio ha reso impossibile il matrimonio

LIVORNO. Una vita a suon di gol. Una carriera a suon di gol. Quella di Leonardo Pavoletti: 149 centri in carriera in 493 partite totali, in tutte le categorie. Dalla Serie D con l’Armando Picchi, fino alla Serie A con Genoa e Cagliari, passando per la Serie C e lo slancio in B che lo ha portato nel grande calcio. La ciliegina sulla torta? Il gol in Nazionale nell’unica presenza con la maglia azzurra. Diciotto minuti più recupero, tanto gli è bastato contro il Liechtenstein, nel 2019 per allungare quel filo rosso che lo ha caratterizzato per tutta la carriera: il gol. Tanti di testa, sfruttando la sua fisicità, da rapinatore d’area di rigore, da bomber vero. Da Livorno a Cagliari, gli estremi del suo viaggio da calciatore, con il Mar Tirreno nel mezzo e un (quasi) addio che mette la parola fine su una carriera che sa di calcio vero. I sacrifici, la gavetta, lo scalino successivo conquistato sempre con sudore e resilienza. La scorza dura di chi non molla mai. Fino a toccare i piani più alti. Perchè il calcio è fatto anche di sogni che si realizzano. 

Livornese, doc. Nel suo accento, nelle amicizie sui Bagni Lido, nella sua famiglia. Babbo Paolo, maestro di tennis a Villa Lloyd e mamma Camilla, dirigente scolastica. Nella sua lettera di addio, pubblicata sul sito di Gianluca Di Marzio, al calcio è proprio “Pavoloso” a definirsi “livornese di scoglio”. «La storia di un “livornese di scoglio”, figlio........

© Il Tirreno