Un pugno e il Livorno va giù, l’Arezzo si è “frugato” e si vede: la lezione è servita
Un pugno e il Livorno va giù, l’Arezzo si è “frugato” e si vede: la lezione è servita
I padroni di casa passano dopo cinque minuti e la squadra di Venturato non si rialza, poi arriva il 2-0: si confermano tutti i limiti della rosa
AREZZO. C’era un giocatore che il Livorno ha cercato sia in estate che al mercato invernale: si chiama Artur Ionita ed è quello che domenica 12 aprile ci ha fatto gol dopo meno di 5’. L’ha preso l’Arezzo perché, come si dice dalla nostre parti, “si è frugato”. Il calcio poi alla fine è abbastanza semplice: nell’80% dei casi vince chi ha i giocatori più forti. E ieri, quelli più forti, li aveva l’Arezzo. Ormai questa stagione è andata, ma che serva da lezione per la prossima. Se si vuole fare un campionato di vertice, servono investimenti e giocatori da vertice. Semplice.
Chissà se l’Arezzo vincerà questo campionato. Si è bruciato un bel margine di vantaggio e ora l’Ascoli (che ha vinto 0-3 a Forlì) è lì che morde i polpacci. Di certo ieri l’Arezzo aveva un altro tipo di fuoco dentro rispetto al Livorno. E si è visto soprattutto nell’approccio alla partita: aggressivo, quasi ossessivo, come chi sa di giocarsi in una partita quasi tutta la stagione. Al contrario il Livorno aveva una fiammella (di speranze di agganciare i playoff) al posto del fuoco ed è rimasto travolto nei primissimi minuti dall’avversario. Si sapeva che c’era il rischio di un inizio del genere ma gli amaranto non si sono fatti trovare pronti.
Poi per il resto non hanno combinato granché né il Livorno né l’Arezzo. Certo, l’Arezzo è stato molto più propositivo, ci ha provato a lungo sfruttando soprattutto le accelerazioni sugli esterni di Tavernelli da una parte e Arena (e dopo Varela Djamanca) dall’altra. Ma tranne un palo nella ripresa (proprio di Djamanca), l’Arezzo è apparso molto sterile e soltanto all’84’ ha chiuso i conti sfruttando il buco di un Livorno ormai sbilanciato in avanti. Ancora meno pericoloso il Livorno che in pratica non ha mai tirato in porta. Di Carmine e Dionisi sono spesso rimasti privi di rifornimenti, con Marchesi a galleggiare a centrocampo senza quasi mai trovare la posizione. Nel secondo tempo Venturato ha tolto Dionisi e messo Malagrida, il Livorno è passato a uno schieramento più offensivo e con più fantasia (Malagrida e Peralta dietro a Di Carmine, con Marchesi arretrato) ma è cambiato poco o nulla.
Per carità, non era sul campo di un Arezzo affamato di punto che il Livorno doveva per forza fare risultato. Erano altre le partite (soprattutto a inizio stagione) da giocarsi Ma resta questa immagine di una squadra che fa quel che può. Non ci sono giocatori che tirano indietro la gamba, non è un problema di impegno. É proprio un problema di organico non all’altezza di traguardi superiori alla salvezza.
E meno male che Venturato, nel momento più importante della stagione, ha quantomeno trovato le mosse giuste per dare un po’ di solidità alla squadra, mettendo in cassaforte i punti necessari per non arrivare a queste ultime giornate con la paura.
Con questo ko il Livorno è matematicamente fuori dai playoff: ci sono 4 punti da recuperare dalla decima e gli amaranto devono giocare soltanto una partita (domenica riposano, poi all’ultima giornata c’è la trasferta di Pontedera, già retrocesso). Resta da vedere cosa succederà adesso alla Ternana ma dubitiamo molto che a due giornate dalla fine venga esclusa dal campionato. Almeno c’è qualcosa da seguire con curiosità.
AREZZO (4-3-3): Venturi; De Col, Coppolaro, Chiosa, Righetti; Mawuli (80' Viviani), Iaccarino (88' Guccione), Ionita; Arena (63' Varela), Cianci (80' Ravasio), Tavernelli. A disposizione: Trombini, Galli, Casarosa, Renzi, Gilli, Gigli, Di Chiara. All. Bucchi
LIVORNO (4-3-1-2): Seghetti; Gentile, Noce, Camporese, Tosto (53' Falasco); Luperini (53' Biondi), Odjer (81' Hamlili), Bonassi (53' Peralta); Marchesi; Dionisi (62' Malagrida), Di Carmine. A disposizione: Tani, Ciobanu, Ghezzi, Vayrynen, Haveri, Marinari, Baldi. All. Venturato
ARBITRO: Ursini di Pescara
RETI: 5' Ionita, 84' Varela
NOTE: angoli 8-0; ammoniti Camporese, Marchesi, Falasco; recupero 5'; spettatori 6.101
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