Richard Vanigli tra passato e presente: «La svolta con Jaconi, Igor aveva qualcosa in più. Vi racconto come è cambiato il Lucarelli allenatore»
Richard Vanigli tra passato e presente: «La svolta con Jaconi, Igor aveva qualcosa in più. Vi racconto come è cambiato il Lucarelli allenatore»
L’ex capitano amaranto, oggi sulla panchina del Livorno come vice, ha parlato anche del diesse Alessandro Lucarelli. «Ha entusiasmo e conosce il mercato: qualità che gli consentiranno di fare il salto di qualità a livello professionale»
LIVORNO. Richard Vanigli e il Livorno. Inizia tutto nel 1998. Si ricorda quella trattativa? «L’allenatore era il povero Walter Nicoletti, mi chiamò lui. Io venivo dalla B, ma Achilli mi presentò un bel progetto. Un po’ quello, un po’ il fascino di Livorno, fatto sta che dissi di sì praticamente subito».
E subito ha vissuto il passaggio da Achilli e Deodati a Spinelli.
«Sì, ma i primi anni furono difficili. Era come se non si riuscisse ad accendere il motore. Mi ricordo i tifosi che ripetevano: "Ci vogliono tenere in Serie C, così le altre società incassano". Questo ruolo da vittime non ci faceva bene, ma per fortuna arrivò l’uomo della provvidenza».
«Bravo. Da quel momento basta alibi, tutti uniti e compatti verso l’obiettivo. E lì iniziò il ciclo vincente».
Ha segnato 4 gol col Livorno, ma uno forse ha lasciato il segno più degli altri. 6 gennaio 2004, Livorno-Piacenza 2-0: quel giorno qualcuno inizia a capire che forse la parola "Serie A" non è solo un sogno.
«Ti dico la verità: tra noi c’era la percezione di essere davvero forti. Igor, Cristiano, Piovani, Gelsi, Balleri, Doga... E c’era un’armonia nel gruppo........
