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Riccardo Lombardi tra Fanfani e Moro, il centrosinistra non poteva ridursi a una nuova formula parlamentare ma doveva rappresentare un salto di qualità

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31.08.2026

Il centrosinistra era ormai nato. Le riforme che ne avevano accompagnato l’avvio avevano inaugurato una stagione nuova della Repubblica. Il problema non era più costruire l’incontro tra cattolici democratici e socialisti, ma dare continuità e profondità a quel progetto. Da questo momento il confronto si spostò dall’esterno all’interno della stessa maggioranza. Fu allora che emerse con ancora maggiore evidenza la figura di Riccardo Lombardi. Più che un uomo di governo, era il teorico del socialismo riformatore. Più che amministrare il potere, gli interessava trasformare la società italiana attraverso quella che definiva la strategia delle riforme di struttura. Per lui il centrosinistra non poteva ridursi a una nuova formula parlamentare: doveva rappresentare un salto di qualità nella storia dello Stato repubblicano.

Proprio questa diversa concezione del riformismo fece emergere le prime tensioni nel PSI. Pietro Nenni riteneva prioritario consolidare l’ingresso dei socialisti nell’area di governo, anche accettando compromessi e gradualità. Lombardi, invece, considerava quella partecipazione uno strumento e non un fine. Se il programma fosse stato progressivamente annacquato, il centrosinistra avrebbe perso la propria ragion d’essere. Lo scontro esplose il 3 settembre 1963, nella riunione della Direzione socialista destinata a passare alla storia come la notte di San Gregorio. La maggioranza autonomista, fino ad allora compatta, si divise clamorosamente. Lombardi rifiutò di ratificare gli accordi per il governo quadripartito già definiti da Pietro Nenni e Aldo Moro. Non era una rottura personale con Nenni, ma un dissenso politico profondo. Temeva che il PSI entrasse nel governo senza avere ottenuto adeguate garanzie sull’attuazione del programma riformatore. Pochi mesi dopo, al Congresso di Roma, Lombardi non si oppose all’ingresso del PSI nel primo governo organico di centrosinistra. Tuttavia rifiutò di farne parte. Era una scelta che rifletteva il suo modo di intendere la politica: preferì continuare la battaglia delle idee dalla direzione dell’Avanti!, convinto che il compito dei socialisti fosse quello di mantenere........

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