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Riforma farmaceutica: Avis spinge per l’autosufficienza di sangue e plasma

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04.04.2026

Riforma farmaceutica: Avis spinge per l’autosufficienza di sangue e plasma

Riforma farmaceutica: Avis spinge per l’autosufficienza di sangue e plasma

Il presidente Oscar Bianchi: "Significa garantire continuità terapeutica ai pazienti, ridurre la dipendenza dall’estero, rafforzare la resilienza del Servizio sanitario nazionale e migliorarne la sostenibilità"

AVIS spinge per l’autosufficienza di sangue e plasma

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Durante l’audizione nella decima Commissione permanente del Senato sul disegno di legge per la riforma della legislazione farmaceutica, il presidente di AVIS Nazionale, Oscar Bianchi, ha voluto sottolineare l’importanza della salute pubblica e della sicurezza degli approvvigionamenti, con particolare riferimento ai medicinali plasmaderivati.

Bianchi ha dichiarato: “Accogliamo con favore l’avvio della riforma della legislazione farmaceutica, ma è indispensabile che il disegno di legge riconosca in modo esplicito il valore strategico del sistema trasfusionale e della filiera del plasma per la salute pubblica e per la sicurezza degli approvvigionamenti".

Il plasma è una risorsa insostituibile

Bianchi ha poi spiegato che il plasma è una risorsa insostituibile per la produzione di farmaci salvavita come immunoglobuline e albumina. “Nonostante la crescita della raccolta, infatti, l’Italia non ha ancora raggiunto la piena autosufficienza ed è dunque costretta a dipendere dal mercato internazionale. A questo va aggiunto che la domanda di plasmaderivati è in costante aumento: dal 2014 al 2024 il fabbisogno di immunoglobuline è cresciuto del 57%. Nel 2025 sono stati conferiti all’industria 15,6 chili di plasma per mille abitanti, contro un obiettivo di 18 chili".

Autosufficienza nazionale e continuità terapeutica

“Questo significa che oggi il Paese copre con plasma nazionale circa il 60% del fabbisogno di immunoglobuline e oltre il 75% di quello di albumina, mentre la quota restante viene acquistata sul mercato con costi rilevanti per il Servizio sanitario nazionale. Resta inoltre la fragilità di un doppio canale di approvvigionamento, tra conto lavorazione e mercato, che può esporre a rischi di discontinuità nelle forniture,” ha continuato Bianchi.

Per questo motivo, AVIS chiede che nel disegno di legge sia inserito come principio l’obiettivo dell’autosufficienza nazionale di sangue e plasma. “Significa garantire continuità terapeutica ai pazienti, ridurre la dipendenza dall’estero, rafforzare la resilienza del Servizio sanitario nazionale e migliorarne la sostenibilità. AVIS è pronta a collaborare con le istituzioni per costruire un modello più efficiente, equo e sicuro", ha chiarito il presidente di AVIS. 

Donazioni di sangue: numeri e benefici (anche per chi dona)

I dati del Ministero della Salute mostrano che in Italia le donazioni di sangue salvano circa 630.000 vite all’anno, equivalenti a circa 2.400.000 unità di emazie trasfuse. Il plasma, componente liquida del sangue, viene utilizzato per produrre medicinali plasmaderivati, come albumina e immunoglobuline, essenziali per patologie quali immunodeficienza primaria e neuropatie disimmuni.

Ma donare il sangue ha anche un ruolo preventivo per la salute del donatore. Al momento della donazione il donatore viene sottoposto a esami laboratoristici approfonditi – emocromo completo e test per individuare HIV, epatite B e C e sifilide – e ai donatori periodici vengono controllati regolarmente anche i livelli di colesterolo, trigliceridi, creatinina e ferritina. Inoltre, i donatori di sangue hanno diritto al vaccino antinfluenzale gratuito. Un modo semplice per prendersi cura di sé e degli altri.

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