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Giornata mondiale del Parkinson, Vincenzo Mollica: “Vivo con alti e bassi, ma il bicchiere è sempre mezzo pieno”

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10.04.2026

Giornata mondiale del Parkinson, Vincenzo Mollica: “Vivo con alti e bassi, ma il bicchiere è sempre mezzo pieno”

Giornata mondiale del Parkinson, Vincenzo Mollica: “Vivo con alti e bassi, ma il bicchiere è sempre mezzo pieno”

Il noto giornalista, che da anni convive con la patologia, testimonial d'eccezione della Fondazione LIMPE per il Parkinson ETS. Volontà e determinazione parte integrante della cura e della serenità

Teresa Mannino con Vincenzo Mollica, vincitore del David Speciale 2024

L’11 aprile si celebra la Giornata mondiale del Parkinson, un’occasione per riflettere su una delle malattie neurodegenerative più diffuse al mondo e sull’importanza della ricerca, del supporto ai pazienti e della prevenzione dei sintomi. Ma anche per strappare un sorriso, con un testimonial di eccezione. Per questa ricorrenza, la Fondazione LIMPE per il Parkinson ETS ha diffuso un video messaggio che vede protagonisti il noto giornalista e scrittore Vincenzo Mollica - affetto dal morbo di Parkinson - ed il suo neurologo, il dottor Massimo Marano. I due offrono un confronto autentico, lontano da ogni formalismo, invitando a non arrendersi di fronte alla malattia. “Mi arrangio, con alti e bassi, ma il bicchiere è sempre mezzo pieno”, racconta Mollica, che convive con la patologia da alcuni anni. La quotidianità del giornalista è fatta di fatica ma anche di ottimismo, sostenuto dalla moglie Rosa Maria, definita da lui “una medicina fondamentale”. La volontà e la determinazione sono parte integrante della sua cura e della sua serenità. 

La centralità della relazione medico-paziente

Il video mette in luce anche il ruolo cruciale del rapporto tra medico e paziente. Oggi, la gestione del Parkinson è sempre più orientata a un percorso condiviso, che integra terapie farmacologiche, attività fisica, stili di vita salutari e ascolto reciproco. Proprio il movimento emerge come uno degli strumenti quotidiani più efficaci per contrastare il peggioramento dei sintomi: “Il Parkinson lo freghiamo così”, dice Marano, sottolineando l’importanza dell’impegno costante. Anche piccoli miglioramenti giornalieri, come conferma Mollica, possono fare una differenza concreta nella qualità della vita. 

L’importanza della ricerca

Il giornalista spende parole accorate circa il valore della ricerca scientifica: “Sono benefattori dell’umanità”, afferma, riferendosi a chi ogni giorno contribuisce a far avanzare la conoscenza sul Parkinson. Un richiamo all’impegno della Fondazione LIMPE per il Parkinson, nata nel 2014, che promuove studi scientifici, sensibilizzazione e supporto a pazienti, caregiver e operatori sanitari. La Fondazione ha finalità di solidarietà sociale e mira a garantire informazioni corrette sulla malattia di Parkinson, sui disturbi del movimento e sulle demenze.  

Numeri e dati sul Parkinson

La malattia di Parkinson è il secondo disordine neurodegenerativo per frequenza, dopo l’Alzheimer. Nei paesi industrializzati, ha un’incidenza di circa 12 nuovi casi ogni 100.000 persone all’anno, con una prevalenza stimata di circa 2 milioni di individui. Colpisce più frequentemente il sesso maschile rispetto al femminile (60% vs 40%) e interessa circa l’1% della popolazione sopra i 60 anni, fino al 4% tra gli over 85. Nonostante sia più comune con l’età avanzata, sono possibili forme giovanili, che insorgono prima dei 50 anni, talvolta addirittura prima dei 40. Ciò suggerisce che l’età, in combinazione con fattori ambientali, giochi un ruolo determinante nello sviluppo del disturbo. A Vincenzo Mollica, classe 1953, la malattia è stata diagnosticata nel 2013, all’età di 60 anni. Volto e voce molto amati dal pubblico televisivo, il giornalista ha affrontato il Parkinson insieme a diagnosi di glaucoma e diabete, senza mai perdere il senso dell’ironia. Ha parlato apertamente della sua nuova routine, invitando coloro che soffrono di patologie importanti a non farsi definire dalle proprie malattie e sottolineando l’importanza dell’accettazione emotiva come parte del percorso di cura.

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