Violenza sulla ciclabile: aggredì una donna di 60 anni, tunisino condannato a 12 anni
Secondo quanto ricostruito a seguito delle indagini svolte dai Carabinieri, l’aggressione è avvenuta ad aprile del 2025 in via Tommaselli, frazione di Tabina
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Modena, 24 marzo 2026 – L’unica ‘attenuante’ concessa è stata quella della minore età. E’ stato condannato a 12 anni di carcere per tutti i reati contestati il ragazzo tunisino, all’epoca dei fatti minorenne, accusato della violenza avvenuta nella frazione di Tabina di Magreta. Parliamo del minore straniero non accompagnato accusato di tentato omicidio, violenza sessuale e rapina – reati pluriaggravati – a seguito dell’aggressione ai danni di una donna di 66 anni di Tabina di Magreta, aggredita mentre faceva jogging il 15 aprile dello scorso anno sulla pista ciclabile di via Tomaselli.
La condanna a 12 anni
La pubblica accusa aveva chiesto per il giovane straniero (oggi 18enne) 14 anni di carcere mentre il tribunale dei minori lo ha condannato ad una pena finale di 12, appunto nell’ambito del rito abbreviato che già prevede quindi uno sconto di pena. In sede di incidente probatorio era stata nominata su richiesta della difesa dell’imputato una consulente chiamata ad accertare la capacità di intendere e volere al momento del fatto del giovane. Secondo la professionista al momento della terribile aggressione la capacità di intendere e volere dell’autore era grandemente scemata, ma era in grado – in sostanza – di capire ciò che stava commettendo. Per questo la scemata capacità non rientra tra le attenuanti concesse all’imputato. La difesa, ieri, ovvero l’avvocato del giovane imputato, Catia De Luca aveva chiesto la sostituzione della misura cautelare con la comunità per il proprio assistito, ma è stata rigettata dal giudice.
Le parole dell’avvocato
"Noi eravamo presenti non come parti civili ma come parte offesa, non essendo prevista la costituzione dinanzi al tribunale dei minori – afferma l’avvocato Marco Pellegrini, che rappresenta la vittima nel procedimento. Avevamo presentato al Comune di Modena e alla comunità Don Orione la richiesta di apertura della polizza, perchè si valutasse la possibilità di ottenere del risarcimento del danno causato da un soggetto a loro affidato. Le polizze sono state attivate e i sinistri sono aperti, quindi dal punto di vista civilistico stiamo gestendo una trattativa stragiudiziale”.
In sostanza, in sede civile è stato un risarcimento per la mancata vigilanza del ragazzo. Come noto, infatti, quel giorno l’allora 17enne, minore straniero non accompagnato si allontanò dalla comunità in cui era ospitato per poi aggredire la vittima, trascinandola in un campo. Qui non solo l’aggredì sessualmente ma tentò di strangolarla per poi allontanarsi con alcuni effetti personali della donna. I carabinieri erano intervenuti immediatamente, individuando il responsabile in pochissimo tempo per poi sequestrare al minore gli indumenti indossati all’atto dell’aggressione. La sentenza sarà depositata tra trenta giorni. "Attendiamo di leggere le motivazioni, poi valuteremo di presentare ricorso”, sottolinea infine l’avvocato dell’imputato Catia De Luca.
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