menu_open Columnists
We use cookies to provide some features and experiences in QOSHE

More information  .  Close

Ginecologa scomparsa: il livello del lago cala, ma non restituisce Sara

7 0
previous day

Sopra e accanto due immagini delle imponenti ricerche effettuate sabato nel bacino in Trentino

Articolo: Diego, 25 anni, scomparso da giorni a Bologna: l’ultima volta è stato visto in zona Barca

Articolo: Francesco, il poliziotto stroncato da un malore: la raccolta fondi per i figli del collega scomparso

Articolo: Cinque anni senza Sara Pedri. La sorella: "Educhiamo i giovani contro il mobbing in sua memoria"

Forlì, 27 aprile 2026 – Il lago s’abbassa, le sponde riemergono, ma di Sara Pedri non c’è traccia. Sabato, nelle acque del lago di Santa Giustina, si è chiusa senza esito la seconda perlustrazione alla ricerca alla ginecologa forlivese di 31 anni scomparsa il 4 marzo 2021. Secondo gli inquirenti, la giovane – che lavorava all’ospedale Santa Chiara di Trento – si sarebbe tolta la vita gettandosi nel lago. La sua auto, una T-Roc, venne ritrovata sul ponte di Mostizzolo, proprio di fronte al bacino. Nei mesi precedenti, la dottoressa si era lamentata con i familiari del clima nel reparto di ostetricia e ginecologia, parlando di presunti episodi di mobbing.

Diego, 25 anni, scomparso da giorni a Bologna: l’ultima volta è stato visto in zona Barca

"Ancora una volta sembra che Sara non voglia emergere – osserva la sorella Emanuela Pedri –. Non ci arrendiamo: il prossimo anno, o già a fine 2026, proveremo a chiedere nuovamente di riavviare le ricerche. Un grande ringraziamento va a tutte le forze dell’ordine, al comandante Federico Fontana che ha guidato le perlustrazioni, ai Carabinieri di Mostizzolo e a Mirella Spadotto, presidente dell’associazione Penelope del Trentino Alto-Adige”.

A cinque anni dalla scomparsa, il ricordo di Sara resta vivo: sul ponte, accanto alla targa che la ricorda, c’è chi continua a lasciare fiori e candele. “Mia mamma si trovava a Cles la settimana scorsa e ancora oggi tante persone ci stanno vicino – aggiunge Emanuela –. Dal dolore possono nascere legami che tengono in vita. Non siamo soli”.

Quella di sabato è la seconda esplorazione nel bacino della Val di Non. L’intervento del 25 aprile era stato programmato approfittando del livello più basso dell’acqua, che rende più agevoli le operazioni nel bacino. L’obiettivo resta trovare il corpo della giovane o almeno un elemento che possa aiutare a chiarire la sua scomparsa.

Attorno alla vicenda si è sviluppato anche un lungo percorso giudiziario. Il processo penale ha coinvolto numerose parti civili e decine di testimoni che hanno riferito di un clima di presunti maltrattamenti sul lavoro. In primo grado, l’ex primario Saverio Tateo e la sua vice Liliana Mereu sono stati assolti dal giudice del tribunale di Trento, Marco Tamburrino. Ora si attende il processo d’Appello.

Tateo, licenziato dall’Ausl trentina, è stato nel frattempo reintegrato – pur lavorando oggi altrove – e risarcito. In questi anni il dolore della scomparsa si è trasformato anche in impegno a sostegno delle vittime di mobbing, con la nascita dell’associazione Nostos, di cui Emanuela Pedri è presidente.  

© Riproduzione riservata


© il Resto del Carlino