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Cinque anni senza Sara Pedri. La sorella: "Educhiamo i giovani contro il mobbing in sua memoria"

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04.03.2026

Emanuela Pedri e la madre Mirella Sintoni mostrano una foto di Sara. La famiglia lotta per far conoscere la storia

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Forlì, 4 marzo 2026 – Cinque anni senza Sara Pedri. Cinque anni dalla scomparsa della giovane ginecologa forlivese, avvenuta il 4 marzo 2021 in Trentino. L’anniversario è stato segnato questa mattina da un momento di preghiera: una messa alle ore 8 nella parrocchia della Cava. Ma in questi anni la famiglia non si è ritirata nel privato del lutto: ha scelto di esporsi, di trasformare il dolore in impegno. Dal percorso intrapreso dalla sorella Emanuela è nata l’associazione Nostos, che offre sostegno alle vittime di mobbing, ovvero forme di pressione psicologica sul luogo di lavoro.

Progetto con i studenti

In questo solco s’inserisce il progetto che il 14 aprile coinvolgerà tutte le quinte dell’istituto Saffi-Alberti, circa 150 studenti: la proiezione di un film al cinema Astoria seguito da un confronto con professionisti. "Dobbiamo parlare ai giovani di rispetto verso l’altro, ma prima ancora verso se stessi – spiega Pedri –. Vogliamo rafforzare gli animi, lavorare sull’autostima, sulla capacità di confronto. Se un giovane impara presto a riconoscere un comportamento scorretto, sarà più difficile che lo accetti come una situazione normale. Il rischio più grande è abituarsi alla violenza".

Al termine sarà consegnata una guida per riconoscere il mobbing e orientarsi nei primi passi.

L’evento alla Rocca di Caterina

Il 23 giugno, giorno in cui Sara avrebbe compiuto 37 anni, il ricordo prenderà forma anche sul palcoscenico. Alla Rocca di Caterina andrà in scena un monologo scritto dal drammaturgo Gianni Guardigli. Un’attrice e un musicista si muoveranno attorno alla figura di Antigone per raccontare la storia di una donna di oggi, un’insegnante. Chiamata ad affrontare in classe lo studio dell’Antigone di Sofocle, la docente si troverà immersa nella forza dolorosa di quell’archetipo, fino a una sorta d’identificazione. "Questo è un regalo per Sara. Non sarà la sua storia, ma un’opera universale sulla violenza – prosegue Emanuela –. Un ringraziamento sentito va al Comune che ci ha messo a disposizione la struttura gratuitamente. Questo ci permette di portare avanti un lavoro che non è solo commemorativo, ma culturale e sociale".

Si attende data della nuova udienza

Sul piano giudiziario, la vicenda resta aperta. Dopo l’assoluzione in primo grado degli imputati, l’allora primario Saverio Tateo e la sua vice Liliana Mereu, nel processo per presunti maltrattamenti all’interno del reparto dell’ospedale di Trento dove Sara lavorava, la Procura ha presentato appello. Ora si attende la data della nuova udienza. Nel frattempo, sono ripartite sabato scorso le ricerche nel lago di Santa Giustina, a Cles, dove la giovane ginecologa avrebbe compiuto il gesto estremo. Al momento, non ci sono nuovi elementi. Le operazioni proseguiranno ad aprile, quando il livello dell’acqua si abbasserà e consentirà controlli più approfonditi.

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© il Resto del Carlino