Corsa alle Olimpiadi 2040: "Sono un grande volano, sì al patto dell’Appennino"
Davide Cassani, ex campione di ciclismo e ct della nazionale, oggi guida Apt Servizi
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Ravenna, 8 marzo 2026 – Pensiero stupendo, cantava Patty Pravo. Stupendo come l’idea che Emilia-Romagna e Toscana possano ospitare assieme i Giochi Olimpici del 2040, a ottant’anni esatti da quelle di Roma. In un connubio sport e turismo tanto caro a Davide Cassani, ex ciclista professionista, ex ct della nazionale italiana di ciclismo e oggi presidente di Apt Servizi, la società della Regione dedicata alla promozione turistica, nonché ideatore del Team Technipes #inEmiliaRomagna Caffè Borbone, squadra ciclistica Continental che ha lo scopo di portare in giro per il mondo il nome dell’Emilia-Romagna.
Cassani lei è stato un atleta di altissimo livello, un tecnico, un dirigente e molto altro ancora. Ha guardato i Giochi Olimpici invernali? "Non mi sono perso una gara. In alcuni momenti sono stato davvero molto orgoglioso di essere italiano e di quanto stavano facendo gli atleti azzurri in questi Giochi: gli sportivi sono stati bravissimi, e praticamente in tutte le discipline, davvero bellissimo. Ho fatto in particolare il tifo per Davide Ghiotto, del pattinaggio di velocità su ghiaccio che, dopo il bronzo, ha vinto l’oro nell’inseguimento a squadre: è figlio di Federico e suo padre ed io abbiamo corso insieme all’Ariostea. Gli atleti hanno davvero sfruttato al massimo il fatto di giocare in casa: e i risultati non arrivano per caso, non sono certo il frutto dell’ultima settimana di lavoro, ma partono da molto lontano, dall’impegno costante di anni. Inoltre, non sono stato orgoglioso solo dei risultati sportivi ma anche di tutto quanto ha ruotato attorno a questi Giochi".
Insomma, le Olimpiadi diffuse hanno funzionato? "Hanno funzionato eccome: il modello organizzativo è stato davvero fantastico. Ogni luogo ha sfruttato le sue peculiarità: I Giochi hanno portato lo sport dove c’era conoscenza del settore ed entusiasmo per quella disciplina in particolare: è stato un grande successo anche per questo, oltre che un veicolo promozionale meraviglioso per l’intero territorio che ha ospitato la rassegna a Cinque Cerchi".
Un modello che si potrebbe replicare anche per i Giochi Estivi, magari mettendo insieme Emilia-Romagna e Toscana? "Sarebbe un sogno: i Giochi Estivi sono l’evento più importante al mondo e poterlo immaginare dalle nostre parti è incredibile. Solo a pensarci, questa cosa mette i brividi. Noi in Regione investiamo tanto nello sport di alto livello come promozione turistica, basti pensare al Gran Premio dell’Emilia Romagna di Formula Uno o a quello della Riviera di Rimini in MotoGp, ma anche alle finali di Coppa Davis. Il passaggio del Tour de France è stato un successo clamoroso".
Quindi è favorevole ai Giochi sui nostri territori? "I Giochi sarebbero tutto quanto già facciamo, ma all’ennesima potenza, e per la maggior parte degli atleti italiani sarebbe l’appuntamento di una vita, spinti dal pubblico di casa, come è accaduto a Milano-Cortina. Una cosa fantastica ma anche un veicolo di promozione turistica e dell’incoming favoloso, come lo sono le eccellenze dello sport. Ovviamente servirebbe un grande gioco di squadra, come del resto è stato per Milano-Cortina".
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