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Con ‘Carnaval’ di Lully alla corte del Re Sole torna l’illusione barocca

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14.02.2026

Ferrara, 14 febbraio 2026 – Fu la danza a farli incontrare. "Luigi XIV, il Re Sole, era un grande amante del ballo e un ottimo ballerino. E Giovanni Battista Lulli, fiorentino di nascita, parigino di adozione, era musicista e danzatore a sua volta. Fu proprio lui a fare del ballet de cour, il balletto di corte, lo strumento indispensabile per la celebrazione del potere", racconta Federico Maria Sardelli, direttore e musicologo, fra i più autorevoli esperti del Barocco. Nei palazzi reali, in quel Seicento di vanto e magnificenza, la grandeur era la regola, "e Lulli, uomo geniale e spregiudicato, riuscì a creare per i francesi una musica che non avevano e che non era la musica italiana. Ideò per loro un codice nuovo". Come l’opéra-ballet, intessuto di parti cantate e numeri danzati, che intratteneva, divertiva, accarezzava gli occhi e la fantasia.

In questo weekend il teatro Comunale di Ferrara si trasformerà idealmente nella corte del Re Sole per la ‘rinascita’ de ’Le Carnaval’, la ‘mascarade royale’ che Jean-Baptiste Lully (il suo nome alla francese) creò nel 1675 per il Re Sole: un’antologia di dieci episodi dove personaggi della commedia dell’arte, figure esotiche ma anche ‘tipi’ da tutto il mondo, boemi, baschi, egiziani e – sì – anche italiani, entrano in scena e si rappresentano. Il maestro Sardelli lo dirigerà in prima internazionale con la sua orchestra ModoAntiquo, il coro I Musici del Gran Principe guidato da Samuele Lastrucci e un cast vocale di altissimo livello, con Valeria La Grotta, Giuseppina Bridelli, Philippe Talbot, Cyril Auvity, Biagio Pizzuti e Alexandre Baldo, mentre i performers di NoGravity, con la regia di Emiliano Pellisari, voleranno nello spazio scenico, fra riflessi e giochi di specchi, ricreando un teatro dell’illusione, tipico del Barocco. Dopo la prima di stasera (in diretta anche su OperaStreaming) e la replica di domani, lo spettacolo, nato da un’idea di Marcello Corvino, verrà riproposto venerdì 27 febbraio e domenica 1° marzo al Comunale di Modena.

Maestro Sardelli, perché Lulli-Lully ebbe tanto successo in Francia? "Capì che oltralpe l’opera italiana non riusciva a sfondare: i francesi non comprendevano i lunghi recitativi, non amavano l’impostazione della nostra opera. Lully, da uomo di talento, inventò una nuova musica su misura per i francesi, l’ouverture alla francese, il grand motet, e la Comédie-Ballet, spettacoli che univano parti in prosa, musicali e danzanti, legandosi anche al più grande autore dell’epoca, Molière".

E come nacque questo ’Carnaval’? "Dopo anni al servizio del Re Sole, Lully decise di creare una ‘summa’ di suoi lavori, un mosaico di numeri e di entrées, ispirate a opere di Molière, di Benserade e Quinault, che celebra il Carnevale. Ogni scena rappresenta una piccola storia nuova, alternando il registro comico o quello più dolce e pastorale. Ci sono scene molto divertenti, come quelle con Monsieur de Pourceaugnac dalla comèdie-ballet che Lully scrisse con Molière, episodi da ‘Il borghese gentiluomo’, duetti, terzetti anche in italiano o in spagnolo. In quest’opéra-ballet Lully tolse tutte le parti recitate e lasciò soltanto musica e danza: è una piccola opera tascabile molto godibile. Per la prima volta in epoca moderna, noi la ripresentiamo integralmente".

Una festa anche per gli occhi? "Sì, la compagnia NoGravity rilegge questa carnevalata in chiave contemporanea con scene di teatro sospeso, danze coreografiche e mimiche che creano l’illusione del volo. Si ricostruisce, in forma moderna, l’incantesimo del teatro barocco".

Lulli-Lully è autore da riscoprire? "In Francia è celeberrimo, in Italia totalmente assente dai palcoscenici. A Firenze, insieme a Samuele Lastrucci, abbiamo fondato l’Istituto Giovanni Battista Lulli per restituirgli il valore che merita nel nostro Paese. Come ho fatto per Vivaldi proprio qui a Ferrara, mi piace dedicarmi alla ricerca e al recupero di primizie, riportando in luce repertori ancora inesplorati".


© il Resto del Carlino