Non è il miglior Laurienté. Matic perde la bacchetta
I neroverdi festeggiano Koné per la rete segnata al Genoa. Buona la prova dell’attaccante neroverde
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MURIC 5,5. Ancorchè battuto dalla distanza da Malinovskyi, è perfetto nell’opporsi a Vitinha e all’ucraino nel primo tempo, e ad un rimbalzo beffardo su conclusione dai venti metri di Ekuban nel secondo. Correva il minuto 76: di lì a poco l’indecisione fatale su Massias, che manda in fuga il Genoa.
WALUKIEWICZ 6. Applicato ed efficace, regge l’urto di un Vitinha non banale nelle sue accelerazioni (22’ s.t. Coulibaly 5. Ok a destra, dove comincia la sua partita con buon piglio, naufraga a sinistra, dove incrocia un Messias non contendibile per un laterale, come lui, di spiccate caratteristiche offensive)
IDZES 6. Mura Colombo già al 5’: per sorpassarlo, il Genoa deve girare l largo dall’area di rigore neroverde. Non molla un metro, l’indonesiano, sempre più leader di un reparto che da lui non prescinde.
MUHAREMOVIC 6. Un finale di gara un tantino nervoso gli toglie quel mezzo voto in più che avrebbe meritato anticipando sistematicamente gli attaccanti rossoblu. E mettendo la testa sul corner di Laurientè che Konè ha trasformato nel momentaneo uno a uno.
DOIG 5,5. Assale la fascia di competenza senza troppa precisione, la difende con esiti non sempre felici. Dal 1’ non giocava da due mesi, e qualcosa al ritmo partita, inevitabilmente, lo paga, lo scozzese (36’ s.t. Lipani s.v. Entra a riorganizzare gli ultimi assalti neroverdi: il cronometro, però corre più forte di lui)
THORSTVEDT 6. Meglio nel secondo tempo, quando il 10 contro 10 allarga gli spazi, che non nel primo. Intraprendente, ara la terra di nessuno tra una trequarti e l’altra, ma non il miglior Thorstvedt.
MATIC 5,5. L’orchestra neroverde stecca, il direttore anche. Non sempre in posizione per schermare le folate rossoblu, e qualche pallone perso di troppo in impostazione, per il professore (22’ s.t. Volpato 5,5. Non scuote la gara)
KONÉ 7,5. I mediani rossoblu lo fermano solo abbattendolo e guadagnandosi i gialli che ne derivano. Quando non lo fermano, lui trova il sesto gol stagionale, incastrato dentro una prova non priva di acuti, ripartenze e scossoni (42’ s.t. Moro s.v. Quando entra, Daniele De Rossi ha già dato due mandate a quel successo rossoblu che si materializzerà di lì a poco)
BERARDI 5. E’ il neroverde più pericoloso – con due conclusioni neutralizzate da Bijlow – del primo tempo. Terminato il quale imbocca quel tunnel cui non si riaffaccerà. Ammesso – o meglio sicuro – che lo abbiano provocato, la sua esperienza impone di non rispondere alle provocazioni.
PINAMONTI 6. Più di lotta che di governo: un quasi gol di testa al 9’, poi solo battaglia (36’ s.t.. Iannoni s.v. Dentro a gara chiusa)
LAURIENTÉ 5,5. Il miglior Laurientè avrebbe portato i neroverd i oltre il Grifone con un ‘colpo’ o una fuga dei suoi: il Laurientè di Marassi, con quella faccia un po’ così che ne racconta qualche difficoltà di troppo, regala classe a sprazzi, ma non i lampi che servirebbero a squarciare il cielo sopra al ‘Ferraris’.
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