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Ritorna la fontana del Ventennio, ma stavolta senza fascio littorio

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20.02.2026

Forlì, 20 febbraio 2026 – Niente più fascio littorio, questo è certo, ma una nuova fontana progettata da un artista contemporaneo presto potrebbe sostituire la rotonda collocata proprio di fronte alla stazione ferroviaria. Il progetto fa parte di quelli contenuti nel dossier per la candidatura a Capitale della cultura 2028 e prevede già una cifra stimata per la realizzazione: 200mila euro.

Esistono ancora diverse foto d’epoca che immortalano il manufatto

Non sono molti ormai i forlivesi che ne serbano memoria, ma esistono ancora diverse foto d’epoca che immortalano il manufatto originale: una grande vasca sormontata da un bacile sul quale troneggiava, imponente e inquietante, il simbolo massimo del Fascismo, dal quale zampillava un getto d’acqua. L’opera era stata progettata su indicazione dell’architetto Cesare Bazzani. Stando ai documenti dell’epoca, l’idea iniziale era quella di installarla in piazza Saffi, di fronte al Palazzo delle Poste che fu inaugurato nel 1932, tuttavia alla fine si optò per quello che era il viale principale di Forlì, dove la fontana andava a rappresentare il punto conclusivo del monumentale asse rettilineo che collegava la stazione a piazzale della Vittoria, inaugurato appena due anni prima.

Danneggiata da un bombardamento aereo il 25 agosto del 1944

La sua storia si interruppe il 25 agosto 1944, quando un bombardamento aereo la danneggiò gravemente, lasciandola in gran parte distrutta. Non sappiamo quando fu rimossa, ma con ogni probabilità accadde nell’immediato dopoguerra, quando si cominciarono a rimuovere le macerie per cominciare a costruire la città a venire, molto più simile a quella che conosciamo oggi.

Dopo la rimozione da viale della Stazione, la vasca finì per essere interrata

Malgrado i danneggiamenti, però, qualcosa della fontana resta ancora. Si tratta proprio del bacile centrale, sul quale originariamente sorgeva il fascio littorio. «Scoprimmo per caso dove si trovava durante un sopralluogo ai giardini della Rocca con il geometra Euro Camporesi – ricorda Gabriele Zelli, cultore di storia locale, tornando con la mente al suo periodo di assessorato a Forlì -. Dopo la rimozione da viale della Stazione, infatti, la vasca fu collocata proprio lì, sotto la fontanella e poi, con l’andare del tempo, finì per essere interrata. Quando la ritrovammo, una trentina d’anni fa, la tirammo fuori e la facemmo ricollocare».

Si trova conservata nel deposito dei vivaisti

 Da allora si trova conservata nel deposito dei vivaisti, al cimitero monumentale. Per un periodo, ormai diversi decenni fa, sembrò che quel bacile storico potesse avere una seconda vita: «Successe – ricorda Zelli – a fine anni Ottanta, quando fu inaugurata la diga, l’ ‘acquedotto di Romagna’, e Romagna Acque commissionò la fontana che si trova al parco urbano, realizzata dallo scultore Quinto Ghermandi. In quel periodo si pensò di ricostruire anche la fontana di fronte alla stazione, riutilizzando proprio la sua vasca originale. Poi la cifra – 400 milioni di lire – scoraggiò l’amministrazione che accantonò l’impresa in favore di altri lavori più urgenti che ebbero la priorità».

Forlì si prepara a riscrivere la sua geografia

Adesso il momento sembra essere (quasi) arrivato e 2028 potrebbe essere l’anno giusto, ma resta da vedere come si concretizzerà il progetto e se l’artista che se ne occuperà sceglierà di riutilizzare la storica vasca. Quel che è certo è che Forlì si prepara a riscrivere la sua geografia per accogliere un nuovo monumento, tra memoria storica e proiezione verso il futuro.


© il Resto del Carlino