Dolore per i cani uccisi a Porto Recanati, lasciati 56 mazzetti di fiori: “Contro la violenza sugli animali”
Il corteo delle associazioni animaliste che protestano per i 56 animali ingiustamente uccisi
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Porto Recanati, 20 aprile 2026 – Dolore, sdegno e 56 mazzetti di fiori lasciati dove tutto è iniziato. Ieri a Scossicci di Porto Recanati si è svolto il corteo delle associazioni animaliste per non dimenticare i 55 cani e un gatto ritrovati senza vita in un fosso al confine con Loreto.
Il cimitero dell’orrore: oltre 50 cani uccisi e gettati. Indagato un cacciatore. “Ora vogliamo giustizia”
Le associazioni scese a manifestare e i messaggi di giustizia
In strada sono scese le associazioni animaliste Lav, Enpa, Legambiente, Oipa, Salviamo il Paesaggio, Lupus in Fabula, Amici Animali, Lac, Italia Nostra e Federazione Nazionale Pro Natura insieme a decine e decine di cittadini indignati. Con loro anche l’attivista Enrico Rizzi, volto noto delle campagne a difesa degli animali. Gli animalisti hanno sfilato con messaggi chiari: “Giustizia per i cani di Scossicci”, “punizioni esemplari ai mostri”, “l’amore non uccide”, “Loreto dice stop alla crudeltà”. Poi il gesto simbolico: 56 mazzetti di fiori depositati nel luogo del macabro ritrovamento. “Per non dimenticare e contro ogni forma di violenza nei confronti degli animali”, hanno detto i manifestanti.
Le parole dell’associazione ‘Lav’ di Ancona
La Procura di Macerata sta seguendo il caso. Nel registro degli indagati è finito un cacciatore di Loreto di 53 anni, accusato di uccisione di animali. Lav (Lega Anti Vivisezione) Ancona ha detto: “Oggi non è stata solo una manifestazione. Oggi è stato un abbraccio collettivo, un dolore condiviso, una voce che si è alzata forte contro qualcosa che non possiamo più tollerare. Grazie a tutte le persone, ai cittadini che hanno scelto di esserci. Avete portato presenza, cuore, umanità. Avete dimostrato che l’indifferenza non è l’unica strada. Grazie a tutte le associazioni: unite, determinate, presenti. Insieme abbiamo trasformato il dolore in forza. Ma dentro resta una ferita profonda. Una ferita che fa male, che brucia. 55 animali, 55 cani e anche un gatto. Non numeri. Vite. Sguardi. Fiducia tradita. Barbaramente uccisi, gettati come se non valessero nulla. Come spazzatura e invece valevano tutto. Non possiamo accettarlo. Non possiamo dimenticare. Non possiamo fermarci qui. L’indignazione non può vivere solo sui social. Oggi abbiamo dimostrato che può diventare presenza, corpo, voce. Che può diventare lotta. Continuiamo. Per loro. Perché nessun’altra vita venga spezzata così. Perché il silenzio non sia più complice. Per chi non ha voce, per chi non c’è più e per chi merita giustizia. L’unione fa la forza”.
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