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Carburanti, rialzi senza fine. Alcuni finiscono il greggio: "Ma ci sono ancora scorte"

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Massimo Ippoliti, rappresentante gestori impianti: "Il giorno dopo il decreto del Governo sono partiti gli aumenti. La corsa al pieno quando era in calo" .

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Ancona, 24 marzo 2026 – Dopo la parentesi del taglio delle accise, tornano a salire i prezzi dei carburanti alla pompa, spinti dalla corsa delle quotazioni petrolifere internazionali. Sulla base delle medie dei prezzi praticati comunicati dai gestori all’Osservatorio prezzi del ministero delle Imprese e del made in Italy rilevati alle 8 di ieri mattina su circa 20mila impianti la benzina self service è venduta a 1,719 euro al litro (più 4 millesimi, compagnie 1,711, pompe bianche 1,733), e il diesel self service a 1,979 euro al litro (più 11, compagnie 1,977, pompe bianche 1,984). Una situazione che, oltre ai cittadini, sta mettendo ancora sotto pressione gli autotrasportatori e tutta la filiera.

"Ci siamo subito attenuti agli effetti del decreto che il 18 ha ridotto per 20 giorni le accise su benzina e diesel, con un effetto stimato di circa 25 centesimi al litro sul prezzo finale – dice Massimo Ippoliti, rappresentante Figisc, la Federazione Italiana Gestori Impianti stradali carburante di Confcommercio -. C’erano i controlli della Finanza. Il giorno dopo però, il 19, sono partiti gli aumenti. Il greggio è tornato a salire. Qualcuno ha chiuso per alcune ore perché è rimasto senza merce. Praticamente nel giro di tre giorni abbiamo venduto prodotto come per sei giorni. Problemi di approvvigionamento non ci dovrebbero essere perché in quella zona ci prendiamo il 5 per cento del prodotto".

La situazione non pare migliorare: "E’ tutto in aumento ancora. Picchi in zona arrivano a 2,135 per il diesel e 1,885 per la benzina. La gente fa il pieno appena la vede scendere. Peggio di così dobbiamo tornare soltanto al governo Draghi dove era l’inverso tra l’altro, la benzina era più alta con picco di 2,40". Da più parti si chiede al governo un altro intervento mirato. Le associazioni si mobilitano: Coldiretti ha presentato un esposto in Procura contro il caro-gasolio agricolo che è passato da circa 0,85 euro al litro arrivando fino a 1,25 euro.

Le associazioni dei consumatori (Adoc, Assoutenti e Federconsumatori, in rappresentanza di tutte le associazioni dei consumatori) nel corso di una riunione urgente della Commissione di allerta rapida, convocata dal Garante per la sorveglianza dei prezzi, hanno chiesto una sterilizzazione delle accise sui carburanti (di 20 cent al litro) e una rimodulazione dell’Iva per far sì che i rincari non siano aggravati da una tassazione che pesa in maniera eccessiva sul costo di benzina e diesel in Italia.

I rincari di carburante infatti impattano in maniera indiretta anche sui prezzi dei beni trasportati su gomma, che in Italia sono oltre l’86 per cento ma l’impatto potrebbe interessare anche il costo dei fertilizzanti, della logistica, dei trasporti aerei e marittimi. Un’ulteriore crisi quella legata all’estensione del conflitto in Medio Oriente che arriva dopo quella scoppiata a seguito del conflitto fra Russia e Ucraina che ha portato a rincari energetici, sul carrello della spesa, quest’ultimo ancora non rientrato.

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