"Negozi chiusi: eventi e viabilità contro la crisi"
Il centro di Osimo e, nel riquadro, Massimiliano Polacco
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La crisi del commercio colpisce il centro storico. Massimiliano Polacco, direttore generale di Confcommercio Marche Centrali, fa il punto della situazione.
La città sta davvero attraversando un periodo di crisi?
"Più che di crisi, parlerei di una fase di evoluzione che riguarda molte città. Cambiano i comportamenti di acquisto, cresce il peso dell’online e muta il modo di vivere i centri urbani. In questo contesto, alcune chiusure sono inevitabili, ma non raccontano tutta la realtà: accanto a queste, vediamo anche nuove aperture e format innovativi. Il punto centrale è accompagnare questa trasformazione. Con il progetto Cities, Confcommercio lavora proprio su questo: rafforzare le economie di prossimità e rendere i centri più attrattivi, vissuti e competitivi, trasformando il cambiamento in opportunità".
"La città ha basi molto solide, ma può fare un ulteriore salto di qualità su alcuni elementi chiave. Innanzitutto, è fondamentale lavorare su una programmazione continuativa degli eventi, capace di generare flussi costanti e non solo iniziative episodiche. Questo aiuta a rendere la città più attrattiva e dinamica. Allo stesso tempo, è importante rafforzare sempre di più la collaborazione tra operatori, perché oggi il commercio funziona quando riesce a fare sistema. Infine, resta centrale il tema della accessibilità e della fruibilità urbana".
Qual è il suo punto di forza?
"Sicuramente ha grandi potenzialità, ma più che un’identità già pienamente definita, oggi possiamo parlare di una identità in costruzione, su cui è possibile lavorare in modo strategico. Il punto di forza sta proprio qui: in una città a misura d’uomo, con un centro storico di valore e quartieri vivi, dove il commercio rappresenta già un elemento importante di relazione e presidio del territorio. Questo significa che esistono tutte le condizioni per costruire una visione più chiara e riconoscibile, capace di rendere Osimo più attrattiva e competitiva. È un percorso che può essere accompagnato, ed è esattamente ciò su cui lavora Confcommercio Cities: aiutare le città a ritrovare o definire la propria identità".
Quali richieste vi giungono più di sovente dai commercianti?
"Non riguardano solo il centro, ma l’intero tessuto urbano, comprese le periferie, che sono vive e rappresentano un elemento fondamentale dell’equilibrio della città. I negozi non sono solo attività economiche: sono presidi di socialità e servizi di prossimità, punti di riferimento quotidiani per i cittadini, sia in centro che nei quartieri. Una delle esigenze più sentite è quella legata all’accesso al credito, tema su cui siamo impegnati concretamente. A Osimo abbiamo lavorato alla realizzazione di strumenti come il bando per i Centri commerciali naturali. Un altro fronte molto rilevante è quello della digitalizzazione".
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