Mercato coperto, braccio di ferro infinito
Il mercato coperto, nervo scoperto
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Prosegue il braccio di ferro legale tra il Comune di Fabriano e la cooperativa Agricola Mastro Marino, ex concessionaria dei locali del mercato coperto in piazza Garibaldi chiuso ormai da tempo. La giunta guidata dalla sindaca Daniela Ghergo ha respinto fermamente la proposta di conciliazione formulata dal Tribunale di Ancona, scegliendo di proseguire la causa per il recupero di un credito che supera i 200mila euro. Era maggio del 2012, quando il Comune ha affidato alla cooperativa una superficie di 200 metri quadrati del mercato coperto per promuovere e vendere prodotti tipici locali. Il contratto, della durata di sei anni, è scaduto ufficialmente nel maggio 2018 senza essere mai rinnovato. Tuttavia, i locali sono rimasti nella disponibilità della cooperativa fino alla riconsegna delle chiavi avvenuta solo nel novembre 2023 quando il Comune ha intimato lo "sfratto" per eseguire dei lavori nella struttura. In questo lungo lasso di tempo, secondo i calcoli degli uffici comunali, si è accumulato un debito ingente: non solo canoni d’affitto mai versati, ma anche bollette dell’energia elettrica pagate dal Comune dal 2012 al 2023 e mai rimborsate dal concessionario. La cooperativa agricola Mastro Marino non è però rimasta a guardare e ha presentato un atto di citazione in opposizione al decreto ingiuntivo originario da 203.345 euro. La cooperativa sostiene che il credito azionato dal Comune sia, in tutto o in parte, prescritto o non dovuto. Sono state sollevate eccezioni in merito all’effettivo ammontare dei consumi energetici addebitati. E ha chiesto la condanna del Comune al pagamento di 200mila euro a titolo di risarcimento del danno, invertendo di fatto la pretesa economica. Nelle scorse settimane il giudice del Tribunale di Ancona ha tentato una mediazione: il pagamento di soli 5mila a favore del Comune a saldo dello stralcio, con spese di lite compensate. In precedenza, la Cooperativa aveva offerto la cessione del brevetto registrato del "Metodo Scacchi" per lo spumante e delle attrezzature dei locali (frigoriferi, forni e arredi), oltre a 10mila euro messi a disposizione personalmente dai soci. L’Amministrazione ha però bollato queste offerte come "incongrue" ed "irrisorie", sottolineando come non rispondano alla cura dell’interesse pubblico. Il Comune ha dato mandato al proprio avvocato, Michela Ninno, di comunicare ufficialmente il rifiuto della conciliazione nell’udienza fissata per il prossimo 17 marzo. La battaglia è destinata a durare: in assenza di accordo, la causa è stata già rinviata per la discussione al 19 gennaio 2027.
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