Hotel gratis a chi assiste un parente in ospedale: a Bologna arriva l’accoglienza solidale
La presentazione all'Ascom sull'accoglienza solidale: progetto reso possibile dall'intesa tra Federalberghi e Fondazione Sant'Orsola
Articolo: Villa Tambroni, le suore se ne vanno: al loro posto pazienti del Sant’Orsola. Ecco il progetto
Articolo: Francesca operata di tumore mentre è incinta: “Mia figlia deve ancora nascere e mi ha già salvato la vita”
Bologna, 10 marzo 2026 – Quando si affronta una malattia o si assiste un proprio caro ricoverato, l’impatto economico passa spesso in secondo piano rispetto a quello emotivo. Eppure, dopo lunghi viaggi e attese snervanti, capita che i familiari si ritrovino a passare notti insonni su una sedia del reparto ospedaliero o in auto.
Il progetto presentato oggi a Palazzo Segni Masetti
Per rispondere a questa emergenza nasce “Accoglienza solidale: una camera, un aiuto concreto”, il progetto presentato oggi a Palazzo Segni Masetti frutto della collaborazione tra Federalberghi Bologna e Fondazione Policlinico Sant’Orsola.
L'impegno degli albergatori: "Un dovere morale"
“Un dovere morale, prima ancora che professionale», lo ha definito il presidente di Federalberghi Bologna Giovanni Trombetti. Ma in cosa consiste? Su base volontaria, vari alberghi della città metropolitana di Bologna sceglieranno di mettere a disposizione delle camere, comprensive di prima colazione, a titolo completamente gratuito. L’obiettivo è offrire un supporto logistico che sollevi i familiari da ulteriori preoccupazioni durante il periodo di cura.
Dal modello di Roma a quello bolognese
Il progetto, spiega Maria De Scrilli, presidente del Comitato giovani lbergatori, ha preso vita grazie all'impulso del gruppo giovani dell'associazione. “Quando sono stata invitata a Roma da Stefano Gabbani, ho capito che il loro modello virtuoso poteva essere replicato a Bologna e i colleghi hanno tutti accolto con favore l’idea”.
Il progetto infatti è già una realtà a Roma, sotto forma di Onlus (Soggiorno Sereno Sandro Gabbani Ets), dove “nasce per rispondere a un bisogno concreto”, come sottolinea Stefano Gabbani, consigliere Federalberghi Roma e consigliere della Onlus, “quello delle persone che rimangono a dormire su una sedia del reparto ospedaliero se non addirittura in auto, a causa dei costi proibitivi del soggiorno”.
I numeri dell'emergenza: il 47% delle richieste non trova risposta
A Bologna, i dati confermano la necessità di questa rete di aiuti. Nel 2025, la Fondazione Sant'Orsola ha ricevuto 1.081 richieste di alloggio, ma quasi la metà (il 47%) non ha potuto essere accolta per esaurimento dei posti disponibili.
Trilli Zambonelli, vice presidente di Fondazione Sant'Orsola, ricorda come la collaborazione abbia già offerto in passato oltre 20.000 pernottamenti a medici e infermieri durante la pandemia di Covid-19 e che le case di accoglienza della Fondazione già l’anno scorso hanno accolto 344 famiglie. "A chi mi chiede come facciamo a mettere a disposizione delle camere dato che Bologna è sempre al completo, io rispondo con i numeri – afferma Trombetti -. I dati Istat parlano di 6 milioni di pernottamenti sull’area metropolitana l’anno scorso, ma il dato sull’occupazione media delle camere rivela una capacità alberghiera ancora da sfruttare”.
Come funzionerà il servizio
Nei prossimi giorni si procederà con le altre richieste di adesioni, mentre la Fondazione Sant’Orsola si occuperà delle prenotazioni e della verifica dei requisiti dei richiedenti. Molti alberghi si sono mostrati già entusiasti per questa iniziativa che, ribadisce infine Giancarlo Tonelli, direttore generale Confcommercio Ascom Bologna, “è un’opportunità di trasferire il senso di comunità che ci appartiene”.
© Riproduzione riservata
