Sos erosione della costa, l’allarme di Legacoop: “In Emilia-Romagna fragilità strutturale, si intervenga”
Bologna, 23 febbraio 2026 – Ora è Legacoop Romagna che vuole accendere i riflettori su un problema “che da anni danneggia” la costa della regione, ovvero l’erosione dei litorali. Un allarme che arriva dopo l'ennesima allerta gialla per criticità costiera dei giorni scorsi (l’ultima era stata diramata da Arpae per il 20 febbraio).
La criticità non riguarda solo “l'erosione delle spiagge, ma anche per i fenomeni di grave ingressione marina che colpiscono abitati, aree agricole e naturali pregiate”, specifica Legacoop Romagna che sottolinea come tutto ciò sia “la conferma di una fragilità strutturale che richiede investimenti con una pianificazione integrata di lungo periodo, condivisa con le cooperative tra stabilimenti balneari e con gli enti locali”. La richiesta dunque è l'apertura di un tavolo.
“Fenomeni intesi, quanto fatto non basta più”
"Fenomeni di particolare intensità – spiega Stefano Patrizi, responsabile del settore balneazione di Legacoop Emilia-Romagna – si registrano a Lido degli Estensi, a sud di Lido di Spina e nei lidi nord ravennati, a Valverde di Cesenatico, a Bellaria, a sud di Riccione e Misano. In diversi casi si rileva una compromissione significativa dell'arenile, non solo nella zona di ombreggio, ma fino agli stabilimenti. Grazie al lavoro di Regione, comuni e cooperative negli anni la spiaggia in Emilia-Romagna è una realtà identitaria e strategica, ma quanto fatto rischia di non bastare più”.
Il bagnino Eros: “Dormo in spiaggia per salvare lo stabilimento. Il mare si mangia tutto, ogni anno è peggio”
"Occorre inoltre mettere in campo con tempestività – dice Paolo Lucchi, presidente di Legacoop Romagna – gli interventi necessari per garantire la piena operatività in vista della stagione turistica, ed è indispensabile che la Regione convochi al più presto un incontro con cooperative ed enti locali per fare il punto sugli interventi di difesa della costa, aggiornare gli studi disponibili, gli investimenti sulla ricerca, condividere un piano pluriennale di ripascimento e protezione”.
Gli allarmi dal territorio
Sono già diversi gli allarmi provenienti dalla fascia costiera ferrarese e dalla zona di Comacchio, rilanciati dal Carlino. La zona più colpita infatti è il litorale compreso tra il Lido di Spina nel ferrarese e la foce del fiume Reno a Ravenna. Uno dei punti più esposti alle mareggiate è il lido di Volano, in provincia di Ferrara.
“Le valli di Comacchio, erano un paradiso. Adesso non esistono più”, lamenta Rino Beltrami, presidente di Enalcaccia di Comacchio. Liviano Luciani, dell’associazione Libera Caccia lo definisce un “disastro ambientale”.
Il fatto è che anche i numeri fanno impressione: il ritmo dell’erosione è stimato tra i 10 e i 12 metri l’anno. Il bagnino Eros Buzzi, titolare del bagno Battij a Lido Volano, ha anche raccontato che quando il mare diventa scuro, quando a soffiare è lo scirocco, lui passa la notte nello stabilimento. Ma non dorme: occhi aperti per vedere se arriva l’acqua a distruggere tutto.
