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Referendum giustizia, Anna Paola Concia (Sì): “Una riforma degna dalla mia sinistra”

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20.03.2026

L’ex deputata Pd Anna Paola Concia

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Roma, 20 marzo 2026 – Per Anna Paola Concia, già deputata del Pd, attivista e saggista, la riforma della giustizia riguarda tutti, anche se i temi oggetto del referendum possono apparire oscuri ai non addetti ai lavori. "La stessa ’rivoluzione’ l’avrebbe voluta fare anni fa anche la mia sinistra, senza però riuscirci".

Cosa l’ha persuasa a impegnarsi per il referendum?

"Ho da sempre una grande attenzione ai temi della giustizia. Sono favorevole alla separazione delle carriere. E tanti punti di questa riforma sono proposte che nascono dalla ‘mia’ sinistra liberale".

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Questo referendum è stato inevitabilmente politicizzato. Lei è di sinistra e vota Sì...

"Non rispondo a nessuno, e non ho vincolo di partito. Ho deciso che avrei sostenuto questa riforma perché viene dalla mia cultura e dalla mia storia. Non mi importa che sia il centrodestra a proporla. Noi ci avevamo provato, non ci siamo riusciti".

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Cosa risponde ai suoi colleghi che la criticano?

"Ho cercato per mesi di discutere sul merito della legge, ma nessuno accetta il confronto, soprattutto quelli del No. Forse siamo la loro cattiva coscienza che torna dal passato".

Qual è argomento più convincente per votare Sì?

"Questo è l’ultimo tassello per coronare una progetto che ha a che vedere con lo stato di diritto. Con la separazione delle carriere, il processo diventerà equo e più giusto, con un giudice più equidistante dal pm".

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C’è davvero il rischio di uno sbilanciamento dei poteri?

"L’articolo 104 della Costituzione dice giustamente che la magistratura è autonoma e indipendente da qualsiasi potere. Tutto ciò rimarrà invariato".

L’estrazione dei membri togati del Csm fa discutere…

"Fa imbufalire soprattutto le correnti e l’Anm, che è praticamente un partito. Crolla il sistema di potere, e a goderne saranno quei magistrati non raccomandati ma competenti e in grado di ricoprire cariche importanti".

Sull’introduzione dell’Alta corte disciplinare cosa ne pensa?

"I giudici non pagano mai per i loro errori giudiziari. I dati sulle sanzioni sono ridicoli. Un’Alta corte ‘esterna’, potrà quindi giudicare in modo imparziale. Così forse faranno meno errori che oggi pagano i cittadini".

Una senatrice dem ha definito la riforma "contraria anche alla cultura femminista"...

"È sbagliato, un modo di gridare all’apocalisse perché non hanno argomenti per criticare nel merito. Sono femminista e voto Sì".

Cosa accadrebbe se vincesse il No al referendum?

"Nulla, purtroppo. Sia a livello politico, sia a livello giuridico. Dovremmo aspettare chissà quanto prima che una nuova riforma veda la luce, per questa ci sono voluti 30 anni".

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© il Resto del Carlino