La luce di Adriana, candele per la 63enne uccisa dal marito: “Siamo qui perché una donna non c’è più”
La fiaccolata per Adriana Mazzanti, uccisa dal marito suicida. Con lei nella foto l’amata cagnetta Colette
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Castel Maggiore (Bologna), 23 aprile 2026 – “Siamo qui questa sera con una luce tra le mani. Una luce piccola ma necessaria. Siamo qui perché una donna non c’è più: la violenza ha attraversato una casa, uno spazio che dovrebbe essere sicuro e lo ha trasformato in un luogo di morte”. A parlare è Marta Tricarico, avvocatessa del gruppo giustizia dell’Udi. Il contesto è la fiaccolata organizzata questa sera dall’Udi in piazza Pace a Castel Maggiore per ricordare Adriana Mazzanti, la 63enne strangolata a morte dal marito martedì notte nell’abitazione a Torre Verde. Consorte che poi si è suicidato.
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“Adriana non è solo un nome”
La coppia era sulla strada della separazione dopo anni di convivenza. Presenti anche altre associazioni a difesa della donna tra cui Rose rosse, Sos donne Bologna, Spi - Cgil, coordinamento donne Fiom, donne democratiche del Pd e il sindaco Luca Vignoli. “Questa fiaccolata non è solo memoria – ha continuato Tricarico mentre si accendevano le candele –. E’ una richiesta precisa: prevenzione. Siamo qui per ricordare ma anche per chiedere con forza che si insista davvero sulla prevenzione, nell’educazione, nel cambiamento culturale”. E ha proseguito: “Adriana non è solo un nome. Non è solo una storia: è una donna. E non la dimenticheremo. Un pensiero va anche alla comunità di Castel Maggiore, oggi profondamente colpita”.
"Aspettiamo gli sviluppi delle indagini
Ha preso poi la parola Vignoli: “Una vicenda tragica che ha coinvolto il nostro territorio. Aspettiamo gli sviluppi delle indagini e per capire con più certezza il quadro degli eventi che sono avvenuti”. Successivamente si sono tenuti, interventi, letture delle rappresentati delle varie associazioni. “Quando una donna viene uccisa – ha aggiunto a margine della manifestazione Mita Piamonte, presidentessa di Loto Dorato, cooperativa che si occupa di aiuto alle donne – non siamo di fronte a un evento improvviso, ma all’esito finale di una escalation di violenza che spesso era già visibile. Nel lavoro quotidiano con le donne in codice rosso a Bologna, ascoltiamo storie segnate da paura, isolamento e progressiva perdita di autonomia. La violenza non inizia con l’omicidio: inizia con il controllo, la svalutazione, la paura quotidiana”. Ed ha aggiunto: “Ogni femminicidio ci ricorda che ciò che non viene prevenuto, inevitabilmente, si ripete”. Oggi alle 19 a Torre Verde, nel giardino pubblico vittime di El Alamein, si terrà, alla luce del tragico accadimento, un momento di raccoglimento organizzato dall’amministrazione comunale.
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