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Travolse e uccise lo zio di Laura Pausini, arrestato mentre ruba dal fioraio

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21.02.2026

Bologna, 21 febbraio 2026 – A novembre scorso era scappato dopo aver travolto e ucciso, sugli Stradelli Guelfi, Ettore Pausini. Costituitosi il giorno dopo, Stefan D. non si era fatto neppure un giorno di detenzione, visto che all’epoca risultava ancora incensurato. L’altra notte, invece, il ventinovenne moldavo è finito in manette, arrestato dai poliziotti delle Volanti che lo hanno sorpreso a rubare all’interno del magazzino di un fioraio nella stessa strada, che a quanto pare bazzica spesso, essendo domiciliato in zona.

Trovato con un piede di porco e una torcia

Aveva in mano ancora un piede di porco e una torcia quando i poliziotti lo hanno fermato. Era circa mezzanotte e mezza. Gli agenti erano stati chiamati dal proprietario del magazzino che aveva visto dalle telecamere uno sconosciuto incappucciato all’interno. Per entrare il ragazzo aveva danneggiato un lucchetto e forzato la porta, oltre a manomettere l’impianto di sorveglianza.

Ma non era riuscito a rubare ancora nulla quando ha visto i poliziotti e tentato la fuga: loro lo hanno subito bloccato e hanno sequestrato torcia, piede di porco e guanti che aveva con sé. Una volta in Questura sono scattate le manette per tentato furto aggravato.

Convalidato l’arresto

Ieri, difeso dall’avvocato di fiducia Andrea Guidi del foro di Rimini, Stefan D. è comparso davanti al giudice per la direttissima, che ha convalidato l’arresto disposto nei suoi confronti l’obbligo di firma. Dopo la morte di Pausini, il ventinovenne aveva chiesto perdono alla famiglia, dicendo di essere pronto a prendersi “tutte le sue responsabilità”. A quanto pare, però, non è riuscito a tenersi lontano dai guai neanche per pochi mesi.

Ettore Pausini, 78 anni, originario di Solarolo e zio della cantante Laura, barbiere storico di piazza Azzarita e testimonial dell’associazione Onconauti Bologna, era stato travolto mentre, in bici, pedalava lungo via degli Stradelli Guelfi in direzione del centro. Erano le 13,30 del pomeriggio del 2 novembre e l’Opel Astra condotta da Stefan D., che procedeva nella direzione opposta, lo aveva centrato e ucciso. Il pirata si era subito dato alla fuga, senza prestare soccorso al povero Pausini, che era morto poco dopo, malgrado i tentativi di rianimarlo dei sanitari. Stefan D. stava guidando l’auto di un amico, abbandonata subito dopo lo schianto poco distante e ritrovata dai carabinieri. Era stato proprio il proprietario della macchina a riferire chi fosse al volante in quel momento. Così, spalle al muro, il giorno dopo l’incidente il ventinovenne si era presentato al comando della polizia locale, per costituirsi. Per quella tragedia è adesso indagato per omicidio stradale e omissione di soccorso.


© il Resto del Carlino