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"Prima le banche". E gli operai ex Berloni ancora senza arretrati

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19.04.2026

Un’ottantina di dipendenti inseguono ancora gli stipendi del 2013. Il legale: "Abbiamo le mani legate, la precedenza va ai crediti ipotecari".

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Una storia infinita quella delle Berloni cucine. Perché passano gli anni ma gli unici rimasti con il cerino in mano sono gli operai cui spettano ancora due mesi e mezzo di stipendi arretrati per una cifra che si aggira intorno ai 4/5mila euro l’uno. In totale sono un’ottantina i dipendenti che dal 2013, e cioè da quando la nota fabbrica di cucine era ancora in mano a Marcello Berloni, vanno avanti tra avvocati e sindacati per avere quanto loro spetta. Per alcuni dipendenti è una questione di principio. Per altri invece quei soldi, "visti i tempi, farebbero molto comodo", dice un ex capo reparto della fabbrica di Chiusa di Ginestreto.

Cosa cambia tra Berloni Spa e Berloni Group

Una storia, questa degli stipendi non pagati, che si snoda in due capitoli perché gli operai della Berloni spa (quella dei fondatori) devono avere ancora gli arretrati, mentre quelli della Berloni Group (e cioè quella che vedeva nell’azionariato un gruppo di industriali di Taiwan), dopo la vendita del marchio per due milioni al gruppo veneto "Arredissima", hanno avuto dal liquidatore tutte le spettanze. Chi è rimasto con il cerino in mano sono dunque quelli che inseguono gli arretrati da 13 anni. È un gruppo consistente di dipendenti che da un lato si è affidato al sindacato (e nel caso specifico alla Cgil), mentre un’altra trentina di dipendenti si è rivolto a un avvocato, Laura Biondi, che ha presentato istanza al giudice avallando i pagamenti raccontano i dipendenti.

L’avvocato Venturini: “Ci sono prima i crediti ipotecari”

Dice Roberto Venturini, il legale che segue ancora il concordato della Berloni spa: "Non possiamo pagare gli arretrati ai dipendenti per il semplice motivo che ci sono prima i crediti ipotecari. Per capirsi, le banche. Per questa ragione il tribunale ci ha ordinato di non pagare. Tutto qui, e l’ho spiegato anche bene alla controparte. Noi non abbiamo nessun interesse a non pagare i dipendenti che devono avere ancora gli stipendi arretrati, ma questa è la legge. Ora stiamo vendendo un altro capannone e ci dovrebbero entrare altri soldi per cui vedremo con il giudice Pini come procedere".

Villa Almerici non trova compratori

Nel concordato della ‘prima’ Berloni rientra anche la villa Almerici di Candelara che in un primo momento sembrava si potesse vendere quando ancora i russi andavano di moda, dopodiché è rimasta ferma lì. Questa casa patrizia che ha visto anche una ristrutturazione firmata dal Vanvitelli per il momento non trova compratori e viene utilizzata, per coprire la spese, per eventi come matrimoni o per compleanni e manifestazioni dato che ha pure un anfiteatro.

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© il Resto del Carlino