Maxi truffa telefonica, Carla consegna gioielli per 20mila euro. Il figlio Domenico: “È devastata”
Una campagna di prevenzione della polizia di Stato e Domenico di Biase, 55 anni, il figlio della signora truffata telefonicamente
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Reggio Emilia, 15 marzo 2026 - Un fenomeno che non si placa e che colpisce le persone più fragili. In questo caso la vittima è una signora, Carla, di 91 anni, residente in zona Ospizio. Nella giornata di martedì è stata raggiunta da una telefonata a opera di qualcuno che si è finto il nipote. A raccontare la vicenda è il figlio Domenico di Biase, 55 anni, che con tono amareggiato svela, come nonostante le mille accortezze alla fine i truffatori abbiano colpito.
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“Era il primo pomeriggio, quando mia mamma, che vive da sola, ha ricevuto questa chiamata. Dalla altra parte della linea c’era la voce di un ragazzino che si è finto mio figlio, che ha 15 anni”. La truffa è una delle più classiche: i malviventi hanno inscenato un incidente stradale in cui sarebbe rimasta gravemente ferita la madre del giovane e nuora dell’anziana.
“Il tono drammatico e il pianto disperato”
“Il tono drammatico e il pianto disperato con cui questa persona ha inscenato il tutto – racconta Domenico – ha mandato mia madre nel panico. Queste persone le hanno chiesto dei soldi per delle cure urgenti, ma io in casa non le lascio nulla per evitare proprio che possa rimanere vittima di queste truffe. C’era però qualche gioiello che conserva come ricordo. Quando le hanno chiesto se avesse dell’oro in casa è andata subito a prendere quello che c’era: un orologio, un bracciale e un paio di catenelle. Il 55enne racconta come il piano fosse studiato nei minimi dettagli: una volta preso l’oro la donna ha chiesto istruzioni per capire come consegnarli.
"Ha consegnato un bottino di circa 20mila euro”
“A questo punto le è stato detto che fuori dal condominio ci sarebbe stata una persona di nome Andrea a cui dare il piccolo tesoro, a cui mia madre ha aggiunto anche gli anelli che aveva indosso, compresa la fede. Alla fine le ha consegnato un bottino di circa 20mila euro”. La truffa è così perfettamente riuscita, anche perché quando la famiglia si è resa contro dell’accaduto era troppo tardi: “La sera sono andato a trovarla assieme a mio figlio e appena entrati ci ha chiesto dell’incidente dicendo di essere preoccupata: all’inizio non mi sono reso conto di quanto era realmente successo, ma poi abbiamo realizzato. Mia madre si è sentita devastata. A quel punto non ho potuto fare altro che chiamare la polizia. Il giorno dopo ho sporto denuncia”.
Nonostante la disponibilità e il lavoro delle forze dell’ordine però è difficile riuscire a risalire agli autori di questo tipo di reato. Tra l’altro Domenico rivela che già la settimana prima ci sarebbe stato un simile tentativo, quasi sicuramente a opera delle stesse persone. “Una mattina ero da lei quando ha ricevuto una chiamata, che mi ha detto essere da parte di mio figlio, che però in quel momento era a scuola. Ho capito che qualcosa non andava e ho preso il telefono, ma hanno chiuso la chiamata”.
Gli anziani nel mirino
Una storia che ancora una volta testimonia le difficoltà che vivono le persone più anziane e fragili, che anche in situazioni di maggior controllo sono comunque esposte a queste vicende: “Ci tengo a raccontare quanto accaduto – conclude Domenico – perché solo così possiamo provare a contrastare questa vera e propria piaga che continua a persistere. Io sono molto attento a queste cose e ho sempre cercato di fare tutto il possibile per evitare che mia madre potesse vivere episodi come questo. Ma nonostante le mille precauzioni, alla fine sono comunque riusciti nel loro intento. Questo deve far riflettere sulla situazione di estrema fragilità che queste persone vivono quotidianamente”.
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