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“Sei una scimmia”: insulti razzisti durante la partita di under 14 femminile

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23.03.2026

Tommaso Lancellotti, assistente allenatore del Modena femminile under 14

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Reggio Emilia, 23 marzo 2026 – Una partita avvincente ed equilibrata che sul finale è sfociata in tutto quello che non si dovrebbe vedere in un campo da calcio tra insulti razzisti e scontri tra le calciatrici. Sabato, nel campo parrocchiale di Fazzano, nel Reggiano, si è giocata Atletico Castellazzo-Modena, match valevole per il campionato under 14 femminile.

Una sfida tesa che il Castellazzo conduceva per 3-2, quando mancavano pochi minuti al fischio finale. Proprio in quel momento la situazione è però degenerata, in brutto episodio di razzismo. All’origine i fatti ci sarebbe stato un episodio di campo: “Una nostra calciatrice - racconta Tommaso Lancellotti, assistente allenatore del Modena - ha commesso un normale fallo tattico, trattenendo un’avversaria. Si è presa il cartellino giallo e la cosa sembrava dovesse finire lì. La calciatrice che ha subito fallo però ha iniziato a protestare e insultare l’arbitro, arrivando anche a dargli una leggera spinta, venendo così espulsa”.

La giovane, evidentemente fuori controllo, ha però continuato e nell’uscire dal campo se la sarebbe presa con un’altra avversaria, estranea all’azione, a cui avrebbe rivolto insulti razzisti. “Da quello che mi hanno raccontato l’avrebbe prima spinta e poi le avrebbe dato della ‘scimmia’ - spiega Benedetta Brovia - presidente della società modenese- La nostra ragazza a quel punto ha reagito spingendola a sua volta”. A quel punto la situazione è degenerata e in campo si sarebbe scatenato un parapiglia che avrebbe coinvolto anche le panchine, impegnate a separare le giovani. “Una volta ristabilita la calma la nostra calciatrice, anche lei espulsa, è venuta a riferirci di quanto le è stato detto: a quel punto abbiamo deciso di uscire dal campo per condannare un episodio che non dovrebbe mai verificarsi” spiega Lancellotti. La presidente conferma che l’episodio verrà segnalato al Csi.

L’Atletico Castellazzo non si nasconde e anzi sui propri canali social condanna il comportamento della loro tesserata. “L’Asd Atletico Castellazzo condanna e si dissocia fermamente dai gravi fatti accaduti durante la partita. La società esprime profondo dispiacere per quanto avvenuto, prendendo le distanze dai comportamenti inaccettabili da parte di una nostra atleta, totalmente opposti e contrari agli ideali che perseguiamo”.

“Aspetteremo la decisione del giudice sportivo -spiega il presidente Matteo Merli- ma a prescindere da quello, prenderemo provvedimenti interni. Posso dire che con me in Under 14 non giocherà più per questa stagione. Correttezza e fair play sono i principi cardine della nostra società”. Il presidente condanna quindi il gesto della sua giocatrice, di origini marocchine, affermando che nessun tipo di provocazione può giustificare l’accaduto. “Lei è forte, tanto che fa la differenza anche in under 17. Spesso quando non riescono a fermarla ricorrono a questi mezzi. Ieri è stata provocata a lungo dagli avversari, ma non è un scusa per ciò che ha fatto”.

Merli però sottolinea che anche dall’altro lato il comportamento non è stato impeccabile: “Loro sono una squadra molto forte, prima in classifica. Però ricordiamoci sempre la categoria in cui giochiamo e l’età delle ragazze. Il loro allenatore sembrava stesse giocando la finale di Champions e questo non ha aiutato il clima in campo”. Inoltre Merli segnala dei veri e propri insulti da parte di un dirigente avversario, impegnato come guardalinee. “Il nostro portiere ha una disabilità all’udito. Nel recuperare un pallone le avrebbe detto ‘sei sorda non cieca’ perché stava impiegando troppo tempo”.

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