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Pietro, nipote del fondatore dell’Eni e la diffida al governo: “Non usi il nome Mattei per il Piano”

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23.04.2026

Rosangela Mattei, nipote di Enrico, vive a Matelica

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Matelica, 23 aprile 2026 – Diffida all’utilizzo del nome di Enrico Mattei in relazione al cosiddetto “Piano Mattei”, a firma di Pietro Mattei. A inviare la mail via pec a Palazzo Chigi è stato uno dei nipoti ed eredi del fondatore dell’Eni, morto nel 1962 in un incidente aereo. Pietro Mattei aveva otto anni quando lo zio scomparve, sposato ma senza lasciare figli.

Nella lettera l’operato della premier Giorgia Meloni viene definito “in totale antitesi” con le gesta di Mattei e l’uso del suo nome “finalizzato a scopi di propaganda che rischiano di distorcere figura ed eredità politica del fondatore” dell’Eni. Invece di perseguire “la sovranità energetica nazionale” il governo mostra “una marcata subordinazione agli interessi degli Usa”.

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Non ci sta a sottoscrivere la diffida Rosangela Mattei, sorella di Pietro. “Non condivido affatto questa posizione – ha dichiarato la fondatrice del Museo Enrico Mattei di Matelica e da anni in stretto rapporto con il ministro degli Esteri Antonio Tajani –, quindi credo che sia stata piuttosto una montatura. Se lo ha fatto, è stato solo mio fratello Pietro per le ragioni che ha spiegato”. Rosangela Mattei, nipote del fondatore dell’Eni, essendo figlia del fratello Italo, ha però delle questioni che condivide con il contenuto della diffida .

Battaglia su beni e quadri

“Certamente Pietro ha ragione – conferma Rosangela – nel dire che tutti gli oggetti che erano di proprietà di nostro zio, come lettere e quadri di artisti contemporanei, devono essere restituiti ai legittimi eredi e per questo effettivamente è stata presentata una citazione in sede civile per petizione ereditaria al tribunale di Macerata contro l’Eni. Anche l’Alfa Romeo di mio zio, che oggi custodiamo gelosamente a Matelica, per tanti anni è stata nei magazzini dell’Eni. Così è giusto che tornino a noi nipoti tutti gli altri beni di cui non disponiamo, ma che ci appartengono. Questo vale – aggiunge la combattiva nipote, residente a Matelica – anche per i beni nelle disponibilità del Comune di Acqualagna: devono tornare alla famiglia Mattei”.

Non lascia poi spazio a chi contesta il ritorno al pieno scambio commerciale con la Russia. “La politica di zio Enrico verso la Russia – sostiene – , oggi come ieri sarebbe per il ritorno alla collaborazione con la Russia. Ritengo infatti che la politica perseguita dall’Unione Europea sia sbagliata e non a caso per celebrare i 120 anni della nascita, a Matelica ospiteremo proprio il console russo, l’ambasciatore algerino Mohamed Kefiffi, l’ambasciatore Scapini e l’on. Marco Rizzo. Questi personaggi saranno ospiti al Museo Enrico Mattei per parlare della loro posizione politica e della straordinaria visione che Enrico Mattei aveva ed avrebbe oggi di fronte agli sconvolgimenti geopolitici in corso. Zio Enrico era un fautore della collaborazione tra i popoli e quanto mai oggi è attuale la sua prospettiva economica ed industriale globale”. E sul fronte politico nazionale, la presa di posizione contro l’uso del cognome Mattei ha suscitato diverse reazioni.

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© il Resto del Carlino