Un mondo a misura di autismo. “Giuseppe in gita scolastica grazie ai prof e ai compagni”
Giuseppe (a destra), studente della ‘Marinelli’ di Forlimpopoli, con mamma Maria e famiglia.
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Forlì, 3 aprile 2026 – Ieri si è celebrata in tutta Italia la giornata mondiale della consapevolezza sull’autismo. Secondo la Regione, le persone che vivono questa condizione sono 11mila in tutta l’Emilia-Romagna, di cui 3mila nella nostra Ausl. Il 78% sono minorenni, di cui il 50% sotto i 10 anni. “Lavoriamo – ha detto l’assessora regionale al Welfare, Isabella Conti – per consolidare una rete che unisca sanità, scuola e servizi sociali, con l’obiettivo di diagnosi tempestive, interventi appropriati e percorsi di vita personalizzati. C’è una crescita importante della domanda, a cui rispondiamo rafforzando investimenti, formazione degli operatori e integrazione dei servizi, perché ogni persona con autismo possa costruire la propria autonomia e inclusione nella comunità”. Col Piano attuativo salute mentale 2025 sono stati destinati 4 milioni e 230 mila euro alle Ausl emiliano-romagnole.
Pubblichiamo la lettera di Maria Miniero, mamma di Giuseppe
Scrivo queste parole come mamma, ma anche come testimone di qualcosa che per noi ha un valore enorme. Il 16 e 17 marzo mio figlio Giuseppe, ragazzo di 14 anni con autismo, è partito per la gita a Torino con la sua classe. Una partenza che fino a pochi giorni prima non era affatto scontata.
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Il venerdì precedente, infatti, la sua insegnante di sostegno mi ha chiamata per dirmi che non poteva più partire per importanti motivi familiari. Una situazione comprensibile, davanti alla quale le abbiamo detto subito di stare tranquilla. A quel punto abbiamo iniziato a chiederci come fare. Avevamo pensato anche di accompagnarlo noi genitori almeno per la notte, che rappresentava la difficoltà maggiore, oppure di tenerlo a casa. Poi la scuola non si è tirata indietro. Alcuni professori hanno dato la loro disponibilità e, insieme a loro, abbiamo deciso di provarci. Lo abbiamo mandato. È stata la scelta giusta. Non solo non ci sono stati problemi, ma è stata una bellissima esperienza.
Ci hanno raccontato che è stato uno dei pochi a dormire davvero, mentre i compagni, come è normale a quell’età, erano pieni di energia.
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Durante le visite, come al Museo Egizio, i ragazzi gli sono sempre stati accanto con naturalezza, senza forzature, senza esitazioni. Lui faceva il suo percorso e loro c’erano. Per noi, che siamo alla fine delle scuole medie e ci affacciamo a un nuovo e più complesso percorso, tutto questo ha un significato profondo. Significa sapere che l’inclusione non è una parola, ma qualcosa che si costruisce ogni giorno.
Per questo vogliamo dire grazie alla scuola Marinelli di Forlimpopoli e a tutti gli insegnanti: perché avrebbero potuto fermarsi davanti a una difficoltà e non lo hanno fatto. Hanno cercato una soluzione, si sono messi in gioco, dimostrando una consapevolezza che va oltre ogni teoria. Questa è la vera inclusione. E un enorme ringraziamento ai compagni che giorno dopo giorno affiancano Giuseppe e alcuni hanno anche manifestato l’intenzione di voler continuare il percorso con lui iscrivendosi allo stesso istituto superiore.
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