L’estrema difesa di Luca Spada: "Mai lavorato per l’agenzia funebre. I colleghi? Siamo una famiglia"
Luca Spada è sospeso dalla Croce Rossa: è indagato a piede libero
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Luca Spada torna a parlare. Il meldolese 27enne autista soccorritore della Croce Rossa è indagato per omicidio volontario di cinque anziani nel corso del 2025, tutti trasportati dall’ambulanza dove operava. Il dipendente del comitato di Forlimpopoli-Bertinoro era in congedo volontario dal 26 novembre (inizio dell’indagine). Ora è sospeso dal servizio. Fra le ipotesi formulate in merito all’eventuale movente, le indagini si sono indirizzate verso i suoi rapporti con un’impresa di pompe funebri.
Spada, può chiarire? "Ho un rapporto di familiarità, amicizia, sin da quando ero ragazzo, ma non ho mai avuto alcun tipo di rapporto professionale con loro. Ci tengo a precisare che nessuno dei decessi per cui sono sotto indagine è passato da quest’agenzia. Questa informazione può essere verificata facilmente anche con i familiari coinvolti".
Questo riscontro lo avete fatto con l’agenzia funebre, verificando che non avesse gestito i cinque funerali? "Sì, abbiamo incrociato i dati in nostro possesso per esserne certi".
Ma lei ha partecipato, in generale, ad alcune esequie? Non quelle cinque, ovviamente. "Sì, ma a titolo d’amicizia, qualora avessero avuto bisogno di una mano".
Ha rapporti con altre agenzie di pompe funebri? "No".
Ha mai chiamato o contattato i familiari per suggerire un’agenzia funebre? "Mai. Noi portiamo le persone in ospedale, non abbiamo contatti con i familiari successivamente. Lo possono testimoniare anche le persone coinvolte: non hanno mai avuto una chiamata o un messaggio in tal senso da parte mia".
Si è parlato di un clima teso con i colleghi della Croce Rossa, con presunti screzi pesanti. Conferma? "Assolutamente non confermo. Come ho già detto altre volte, alla Croce Rossa di Forlimpopoli siamo solo 6 o 7 dipendenti, quasi come una famiglia. Ci si aiuta sempre nei cambi turno e nelle varie attività che dobbiamo svolgere. Non riscontro il clima di cui si parla né in me né nell’ambiente".
Si è anche detto che l’ambulanza doveva essere gestita come voleva lei. "Anche questo non è vero. Operavo solo un giorno alla settimana su quell’ambulanza, perché i turni vengono distribuiti tra due mezzi a disposizione del comitato. Gli altri sei giorni il servizio è gestito da altre persone".
A Meldola ha due piadinerie e un laboratorio di cucina: sono sue? "No, le attività sono a conduzione familiare e intestate alla mia compagna. Io ho un contratto di lavoro regolare e le persone possono vedermi all’interno dei chioschi, ma non sono miei. Un ulteriore punto vendita a Borello di Cesena è stato venduto tempo fa, prima di aprire il secondo a Meldola".
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