La multa di Conte all’Ant: "Ma dalla Figc non c’è l’ok"
Da sinistra: l’avvocato Mattia Grassani e il mister Antonio Conte. Un risarcimento morale rischia di trasformarsi in un danno indiretto per l'Ant a causa delle burocrazia
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Bologna, 15 aprile 2026 – Un insulto di troppo, un patteggiamento e un nobile intento che rischia di schiantarsi contro il muro della burocrazia del pallone. Il caso che vede protagonista l’allenatore del Napoli Antonio Conte, l’arbitro Gianluca Manganiello e il legale di diritto sportivo Mattia Grassani sta prendendo una piega paradossale: quello che doveva essere un risarcimento morale rischia di trasformarsi in un danno indiretto concreto per chi combatte ogni giorno in prima linea contro il cancro. Al centro del cortocircuito c’è l’offesa che il tecnico del Napoli indirizzò all’arbitro Manganiello durante la sfida di Coppa Italia tra gli azzurri e il Como dello scorso 10 febbraio.
La giustizia sportiva in primo grado comminò a Conte una squalifica di quattro giornate: e qui entra in scena Grassani, nelle sue vesti di legale del Napoli. L’accordo siglato un mese fa prevede che le quattro giornate di squalifica siano convertite in un’ammenda di 6 mila euro. Ma su richiesta del tecnico e del suo legale quella cifra non dovrebbe finire nei forzieri della Figc bensì nelle casse dell’Ant. Un gesto di sensibilità che la presidente Raffaella Pannuti era pronta a tradurre in ore di assistenza domiciliare gratuita per i malati oncologici.
Eppure, a un passo dalla scadenza del 7 maggio, tutto è fermo. La Figc tace, negando il benestare necessario per il versamento diretto all’Associazione. "Spero che la spiacevole situazione possa essere risolta attraverso il consenso, fondamentale, della Figc", dice l’avvocato Grassani.
"Il poco che andrebbe alla Federazione sarebbe tantissimo per chi allevia il dolore dei malati oncologici attraverso la cura domiciliare – prosegue il legale –. Da subito Antonio Conte ha mostrato grande sensibilità per questa causa e desidera portare a compimento il suo intendimento. Mi auguro che la burocrazia e i formalismi non vanifichino tutto".
C’è il precedente di Josè Mourinho, che nel 2023 patteggiò tramutando una corposa squalifica in una multa di 20mila euro da devolvere all’Ail.
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