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Alan Friedman: “Trump influenzato da Netanyahu e Putin. Ma il problema vero è l’impreparazione”

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19.03.2026

Donald Trump con Benjamin Netanyahu. Jared Kushner con Ivanka Trump. A destra Vladimir Putin

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Roma – Un presidente di fondo impreparato. Alan Friedman, giornalista e autore del libro "La fine dell’impero americano”, spiega come mai Trump riesca a farsi influenzare da Putin e Netanyahu.

Alan Friedman, il presidente Donald Trump sembra avere un rapporto privilegiato con Benjamin Netanyahu. Perché questa sintonia così forte?

“Molto lo chiarisce Marco Rubio, che pochi giorni dopo l’inizio della guerra disse che Trump era stato informato dagli israeliani dell’attacco imminente e aveva deciso di coordinare la tempistica americana con quella israeliana. Poi ha provato a correggere il tiro, ma il punto resta: Netanyahu ha avuto un’influenza significativa. È un dato che conferma una dinamica storica: da decenni i leader israeliani cercano di convincere Washington ad attaccare l’Iran. Trump è stato il primo a cedere davvero”.

Si tratta solo di impreparazione o esiste un collante più profondo: sicurezza, potere, interessi?

“Cercare una strategia coerente in Trump è difficile. È un leader impulsivo, lo si è visto sui dazi come sulla politica estera. Alcuni osservatori a Washington ritengono che la guerra sia servita anche a spostare l’attenzione dallo scandalo Epstein. Ma il problema vero è un altro: l’impreparazione. Gli Usa non avevano previsto scenari cruciali, come la chiusura dello stretto di Hormuz. Dentro l’amministrazione ci sono divisioni forti e cresce la paura che il conflitto possa sfuggire di mano, con effetti economici globali, tra inflazione energetica e rallentamento della crescita”.

Quanto pesa il ruolo di Jared Kushner – che, non dimentichiamolo, è anche il genero del presidente, avendo sposato la figlia Ivanka – nei rapporti tra Trump e Netanyahu?

“È fondamentale. Il legame non è solo politico ma personale. Kushner è vicino da anni alla famiglia Netanyahu e rappresenta un canale diretto. Questo rafforza una gestione delle relazioni internazionali molto ‘privatizzata’, dove interessi familiari e politici tendono a sovrapporsi”.

Cosa ne pensa del rapporto fra Trump e Putin? Da quando si è insediato ha cercato un dialogo più con lui che con l’Ue.

“Trump ha spesso assunto posizioni che di fatto favoriscono Putin. Ha trattato duramente Zelensky e ha allentato la pressione su Mosca, anche sul piano delle sanzioni energetiche. La guerra in Medio Oriente, con l’aumento dei prezzi dell’energia, è un vantaggio enorme per la Russia, che incassa di più e rafforza la propria posizione. È difficile non vedere una convergenza di fatto”.

La guerra in Medio Oriente è un vantaggio enorme per la Russia, che incassa di più e rafforza la propria posizione

Esiste un legame tra Trump, Putin e Netanyahu?

"No. Direi piuttosto che Putin, da una parte, e Netanyahu, dall’altra, riescono a influenzare Trump. Ma sono leader diversi e agiscono per motivi differenti. Ci sono fattori personali, politici ed economici. La famiglia Trump funziona come un sistema di potere con interessi propri, e questo incide sulle scelte internazionali. Il risultato è una politica estera più imprevedibile, dove sicurezza, affari e relazioni personali si mescolano, con conflitti di interesse enormi. Basti pensare che, secondo il New York Times, Jared Kushner sta cercando di sollecitare 5 miliardi di dollari di investimenti per la sua società di private equity da Qatar, Dubai e Arabia Saudita, con cui sta negoziando”.

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© il Resto del Carlino