Riflessioni nel centrodestra. Appoggio ai civici in bilico e spunta l’ipotesi Tosoni
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Una raffica di riunioni, congiunte ma anche dei singoli partiti, sul fronte delle forze di centrodestra, Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega, Noi Moderati e Udc, per venire a capo dell’arcano di questa campagna elettorale fermana: capire se ci sono le condizioni per fare tutti un passo indietro, lasciare i simboli di partito nel cassetto e andare insieme ai civici di Alberto Scarfini o optare per mantenere i simboli, scegliere un proprio candidato, e il nome che ricorre da qualche settimana, e che al momento è l’unico sul tavolo, è quello proposto da Fratelli d’Italia, del giovane Leonardo Tosoni. Ma, va detto, che se serve proporre altri nomi, gli alleati di centrodestra potrebbero aggiungere altre opzioni. Una strada già tracciata quella di andare per proprio conto da parte della politica di centrodestra? Anche no, perché c’è chi ancora invita tutti alla cautela, a riflettere bene sul da farsi, facendo capire che un percorso si sceglie e si fa se ci sono certezze e ampie vedute condivise, altrimenti c’è il rischio di andare al massacro, per ambo le parti. Il fatto è che se questa candidatura di bandiera venisse confermata, si profilerebbe una corsa a tre per la poltrona di sindaco, sempre che Saturnino Di Ruscio e Ricostruire Fermo non decidano di essere della partita con una loro discesa in campo che, è evidente, non sarebbe a favore dell’area di centro destra, men che meno di quella di centrosinistra, ancora meno di quella dei civici. Insomma una discesa in campo spariglierebbe le carte.
Tornando ai partiti, si sono dati domani come ultima scadenza, per sciogliere le riserve, mettere fine a un tentennamento logorante che si sta prolungando da mesi, e festeggiare la Pasqua di resurrezione, per poi cominciare a mettere mano, a liste e programmi. Da parte dei civici la posizione resta ferma e coriacea: c’è la volontà di allargare la coalizione civica, purché i partiti tolgano i simboli e, ancora meglio, rinuncino a candidare quelle figure ampiamente riconoscibili e riconducibili alle forze politiche da cui provengono. Un discorso che, a quanto pare, non esclude neanche quei consiglieri che oggi sono in maggioranza, pur sotto le spoglie del civismo e per i quali, tuttavia, i partiti di appartenenza rivendicano il riconoscimento di una lealtà sempre mostrata verso l’amministrazione uscente.
Nel caso in cui le posizioni tra la coalizione di Alberto Scarfini e quella del centrodestra restino così distinte e distanti al primo turno, si profilerebbe l’ipotesi di un secondo turno di ballottaggio (sarebbe un po’ quello che è già successo alle elezioni amministrative di Osimo) e, in quel caso, pur di conquistare anche Fermo al centrodestra (che governa in Regione, anche con i civici; in provincia e nella maggior parte dei Comuni del fermano), andranno giocoforza rivisti obiettivi e motivazioni, cercata quella condivisione di intenti capace di metterli d’accordo, ma in maniera credibile.
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