“Una costruzione enorme a 38 centimetri da casa”, l’esposto e l’inchiesta
Alcune immagini allegate alla denuncia: si evidenzia il motivo dell’esposto
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Ancona, 11 aprile 2026 – Una «abnorme e imponente nuova costruzione» che già ora che non è nemmeno ultimata «genera già un impatto visivo opprimente sui fabbricati preesistenti e circostanti e in particolar modo su quello della mia proprietà». E ancora. «Il costruendo nuovo edificio è situato a una distanza di pochi centimetri dal muro parapetto del lastrico di mia proprietà, dista solamente 38 centimetri. Distanza minima che si assottiglierà ancora allorché sarà montata la tamponatura che aumenterà lo spessore dell’edificio».
Esposto presentato in Procura dalla proprietaria dell’abitazione
Sono alcuni passaggi dell’esposto presentato in Procura dalla proprietaria dell’abitazione che si trova tra via Nino Bixio e piazza Mazzini, proprio di fianco all’ex garage Fanesi posto sotto sequestro giudiziario giovedì scorso, dalla gip Sonia Piermartini e su richiesta del pubblico ministero Marco Pucilli. La Procura ipotizza un abuso edilizio e violazioni di norme paesaggistiche e ha indagato in concorso tra loro la sindaca Stefania Signorini, perché il Comune è il committente dell’opera e la prima cittadina ha firmato le delibere, il Rup (responsabile unico del procedimento) l’architetto Eleonora Mazzalupi, il direttore dei lavori Roberto Nucci e i rappresentanti della società appaltatrice Hypro srl, Giuseppe Cerchiaro e Alessandro Grispino.
La proprietaria di casa Gigliola Fanesi
In una ventina di pagine la proprietaria della casa, Gigliola Fanesi (un tempo anche proprietaria dello stesso ex garage poi ceduto al Comune di Falconara), attigua all’ex rimessa che dove diventare un nuovo edificio multifunzionale che ospiterà anche la sede della polizia locale, ha presentato nella denuncia lo stato delle cose. Lo ha fatto attraverso i suoi legali, gli avvocati Ferdinando Piazzolla e Marco Bertinelli Terzi, chiedendo di indagare su quella gigantesca struttura che si sta innalzando accanto alla sua proprietà. Nell’esposto, che risale a luglio dello scorso anno, hanno indicato anche una perizia di parte, redatta dal geometra Massimo Argalia, che ha «evidenziato – spiega l’avvocato Piazzolla – che c’è un piano particolareggiato del centro storico che ha riguardato solo l’edificio dell’ex Fanesi, non dà limiti all’altezza, ma come è possibile?».
L’edificio sorge nella stessa posizione degli altri
L’edificio sorge nella stessa posizione degli altri. «Quella struttura – puntualizza l’avvocato Bertinelli – dovrebbe rispettare la distanza dei 10 metri minimo previsti per quella zona. Facendo dell’ironia dovrebbe sorgere dove si trova la stazione». Invece sta a 38 centimetri dal terrazzo di Gigliola Fanesi. L’inghippo, stando all’esposto, si sarebbe manifestato con il cambio del progetto, nel 2022, non più struttura in cemento ma edificio in acciaio. Il consulente tecnico della Procura, l’ingegnere Stefano Fedecostante, nel depositare a gennaio scorso le sue risultanze «ha rilevato una erroneità nel progetto iniziale, che è stato poi modificato – spiega Piazzolla – rispetto al primo progetto poi accantonato c’è stata una variante sostanziale che doveva comportare anche una nuova gara invece la ditta appaltatrice è rimasta la stessa». Sarebbe venuto meno anche il parere della Sovrintendenza al progetto cambiato.
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