La protesta contro Christine Lagarde alla Johns Hopkins. Foto imbrattate di sangue e fantocci: contestate anche Meloni e Schlein
A destra l'arrivo di Christine Lagarde ricevuta da questore e prefetto di Bologna a sinistra i collettivi sotto le Due Torri
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Bologna, 5 marzo 2026 – Christine Lagarde, presidente della Banca centrale europea è arrivata a Bologna dove alle 18 è entrata per la lettura programmata all’università Johns Hopkins. Contestualmente è partita la contestazione annunciata dei collettivi, di Labas e dei sindacati che hanno pronto per la presidente della Bce “il premio per lo smantellamento dell’Europa". Due i cortei che hanno attrtaversato il centro verso la sede dell’ateneo americano in via Andreatta.
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"Giù le mani dall'Europa. No alla guerra", recita uno striscione nel centro della zona universitaria. Oltre a queste diverse realtà collettive e sindacali cittadine, Luna ha dato appuntamento in segno di protesta "contro i re del nostro tempo, contro la gabbia della nazione e la guerra – ribadiscono in zona universitaria –. Se l’Europa di oggi preferisce armare le singole nazioni, se preferisce intrattenere legami con autocrati, tecnocrati e miliardari di tutto il mondo, se preferisce inchinarsi a Trump piuttosto che liberarsi dalla sudditanza agli Stati Uniti, è responsabilità di chi oggi ne è al comando".
Sono poco meno di trenta in piazza Verdi. Un'ora prima dell'annunciata lezione, alle 17, i collettivi si sono radunati in piazza Verdi. Lábas, Tpo, Adl Cobas e Ugs si sono dati appuntamento perché, dicono, la presenza di Lagarde a Bologna non è gradita. Mentre, alle 18, i collettivi sono partiti verso la Johns Hopkins.
“Siamo qui come Potere al Popolo per portare il nostro no alla guerra, al riarmo e alle complicità con Israele e gli Stati Uniti, che hanno portato una guerra in Medio Oriente”, dice Marta Collot di Pap. Gli studenti di Osa bruciano, invece, un foglio che riporta la convocazione alla Leva militare.
Sventolano le bandiere della Palestina, del Venezuela e di Cuba, con quelle dei promotori della contestazione, Usb, Rete dei Comunisti e quella di Eco Resistenze. Il corteo, che intende arrivare all’ateneo americano di via Andreatta, percorre via Ugo Bassi e via Rizzoli, in direzione di Strada Maggiore. Durante il passaggio sotto le Due Torri, gli attivisti stringono tra le mani le foto delle “signore della guerra”: Giorgia Meloni, Elly Schlein, Christine Lagarde e Ursula Von Der Leyen, imbrattate con delle manate di sangue.
Un centinaio di manifestanti sono partiti da piazza Roosevelt per dire “no alla passerella di Lagarde”, la presidente della Banca Centrale Europea che è ospite dell’Università Johns Hopkins per tenere la Robert A. Mundell Global Risk Memorial Lecture. “Noi vogliamo Christine Lagarde fuori da questa città”, gridano i collettivi Cambiare Rotta e Osa, con Potere al Popolo.
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