Odissea al pronto soccorso. L’Ast sul caso della 91enne: "Curiamo tutti allo stesso modo"
Il pronto soccorso di Macerata
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Si ritiene necessario, innanzitutto, chiarire che nel pronto soccorso di Macerata l’età anagrafica, così come il sesso, il colore della pelle o il credo religioso non contano: tutti i cittadini vengono curati con dedizione e professionalità, in maniera indistinta, anzi, particolare attenzione va posta alle persone con fragilità, come gli anziani.
Inizia così l’intervento dell’Azienda sanitaria territoriale (Ast) di Macerata, a seguito della segnalazione di una residente di Camerino, Lucia Gatti, insegnante di scuola dell’infanzia, la quale in una lettera aperta all’assessore regionale alla sanità Paolo Calcinaro aveva evidenziato quanto accaduto in ospedale con la madre 91enne. La cittadina aveva sottolineato in particolare che il medico di turno, una dottoressa, non avesse visitato direttamente la mamma, entrata in codice rosso per dolore toracico e difficoltà respiratoria affermando.
"La presa in carico è avvenuta, sì, ma in modo incompleto. La situazione clinica è stata ricostruita esclusivamente sulla base del report dei soccorritori, senza che il medico di turno visitasse direttamente la paziente".
"Entrando nel dettaglio della vicenda – sottolinea l’Ast in una nota –, si fa presente che la signora di 91 anni è giunta in pronto soccorso in data 16 marzo, lunedì scorso, alle 13.11 per dolore toracico. La stessa è stata presa in carico alle 13.18 dalla dottoressa in turno, che ha visitato correttamente la paziente in sala emergenza e l’ha poi sottoposta agli esami del caso: prelievi, Ecg, monitoraggio parametri, Rx torace e consulenza cardiologica alle 15.42, quindi in tempi brevissimi".
Dichiara il dottor Emanuele Rossi, direttore del pronto soccorso di Macerata: "Nella consulenza cardiologica dello specialista si indicano i consigli terapeutici da attuare sul territorio, proprio in considerazione della cronicità del quadro clinico".
L’Ast aggiunge che alle 19.10 dello stesso giorno la paziente viene inviata al proprio domicilio in accordo con i familiari, "come si evince dal verbale di pronto soccorso, e alle 19.11 il verbale viene chiuso. Il personale che ha gestito la paziente ha seguito un percorso clinico, diagnostico e terapeutico ineccepibile anche dal punto di vista deontologico, indirizzando la paziente alle cure del territorio, competente per il trattamento della cronicità, perché non esistevano i presupposti per un ricovero della stessa in un reparto per acuti".
Sul caso interviene anche l’assessore regionale alla sanità Calcinaro, al quale era indirizzata la lettera aperta. "Alla luce di quanto documentato nel verbale di pronto soccorso – sottolinea Calcinaro – , credo che il personale coinvolto nella vicenda della signora novantunenne abbia svolto correttamente le proprie mansioni, nel rispetto delle fragilità di una persona anziana a cui il personale medico e infermieristico ha dedicato rispetto e professionalità".
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