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Sanità Emilia-Romagna al top: 35 progetti finanziati per 14 milioni di euro

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08.04.2026

Un momento della conferenza di presentazione con il governatore Michele De Pescale

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Bologna, 8 aprile 2026 – La qualità, la professionalità e la capacità di attrazione di risorse del territorio. Proprietà in serbo alla Regione Emilia-Romagna, che conferma la propria leadership nel panorama della ricerca sanitaria nazionale. Secondo le ultime valutazioni ministeriali e i risultati del Bando Ricerca 2024, i cinque Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico (Irccs) presenti sul territorio si collocano tra i migliori a livello nazionale, mentre complessivamente la Regione si piazza al primo posto per numero di progetti finanziati dalle Aziende sanitarie e al terzo considerando anche gli Irccs, dietro solo a Lombardia e Lazio.

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35 progetti finanziati con oltre 14 milioni di euro

I risultati sono stati presentati questa mattina in conferenza stampa a Bologna dal presidente Michele de Pascale e dall’assessore alle Politiche per la salute, Massimo Fabi, con la partecipazione dei direttori scientifici e generali degli Irccs e delle Aziende sanitarie e ospedaliere. Complessivamente, sono stati finanziati 35 progetti per un totale di oltre 14 milioni di euro, destinati a studi in oncologia, neurologia, cardiologia e modelli per il miglioramento dei servizi sanitari, con particolare attenzione ai giovani ricercatori e alle donne che ricoprono il ruolo di principal investigator.

“L’Emilia-Romagna si conferma un’eccellenza nella ricerca scientifica in ambito sanitario, grazie a un ecosistema unico fatto di competenze, innovazione e collaborazione tra istituzioni — ha sottolineato de Pascale — Dove si fa ricerca, si cura meglio. Questa è la strada che stiamo percorrendo con sempre maggiore convinzione per offrire cure innovative ed efficaci a tutte le cittadine e i cittadini”.

Sanità: gli investimenti della Regione

Ogni anno, la Regione destina 6,5 milioni di euro a supporto della ricerca sanitaria, promuovendo un modello integrato tra Aziende sanitarie, Irccs e Università. La Ricerca corrente 2025 ha premiato la produzione scientifica, la capacità di attrarre risorse, la complessità assistenziale e il trasferimento tecnologico. Tra gli Irccs emiliano-romagnoli spiccano il Policlinico Sant’Orsola di Bologna, con il maggior numero di pubblicazioni tra gli Irccs su due tematiche e un incremento della performance scientifica del 26%, e l’Istituto delle Scienze Neurologiche dell’Ausl di Bologna, primo tra i monotematici per impact factor, con un aumento del 24% rispetto all’anno precedente.

Quali sono gli ospedali che hanno ricevuto più finanziamenti

L’Istituto Ortopedico Rizzoli primeggia per finanziamenti esteri attratti e numero di pubblicazioni, mentre l’Irst di Meldola guida la classifica regionale per finanziamenti italiani e pazienti coinvolti in trial clinici multicentrici. L’Irccs di Reggio Emilia si distingue per capacità di attrazione di fondi europei e privati, posizionandosi settimo a livello nazionale.

Ricerca sanitaria: finanziati quasi 7 milioni di euro

I risultati del Bando Ricerca 2024 confermano il primato regionale: 17 progetti guidati da Aziende sanitarie e ospedaliere per un totale di 6,78 milioni di euro, con ampia partecipazione di giovani under-40 e principal investigator donne, e 18 progetti guidati dai cinque Irccs per un totale di 7,3 milioni di euro, distribuiti tra Policlinico Sant’Orsola (2,57 milioni), Reggio Emilia (1,8 milioni), Rizzoli (1,73 milioni), Irst Meldola (800 mila euro) e Isn Bologna (450 mila euro).

Quali sono i 3 progetti in arrivo al Rizzoli

Eccellente è il risultato del Rizzoli, nato nel 1896 e Irccs da 45 anni, che ha raccolto finanziamenti per studi dedicati alla degenerazione del disco intervertebrale, alle lesioni meniscali e del legamento crociato anteriore e alle artriti infiammatorie o immunitarie delle grandi articolazioni.

Verrà “approfondirà il ruolo del metabolismo del ferro nei pazienti con degenerazione del disco vertebrale, unitamente a biomarcatori specifici e al rapporto con il grado di atrofia muscolare vertebrale. PI è il dottor Gisberto Evangelisti della Chirurgia Vertebrale e Co-PI la ricercatrice Emanuela Amore del laboratorio RAMSES, con la collaborazione dell’Università di Ferrara.

Il dottor Alberto Grassi della Clinica II coordinerà invece uno studio preclinico e clinico per l’impiego di tecniche rigenerative di ortobiologia, come le cellule staminali del tessuto adiposo, in associazione a tecniche di sutura per la riparazione del menisco.

Il terzo progetto, guidato da Stefano Zaffagnini, mira allo sviluppo di un dispositivo medico per la chirurgia personalizzata sull’inserzione anatomica del legamento crociato anteriore, al fine di migliorare la stabilità del ginocchio, ridurre le complicanze e velocizzare il recupero funzionale.

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© il Resto del Carlino