Perseguita e aggredisce l’ex compagna a Bologna: braccialetto elettronico a 30enne
La giovane donna perseguitata dal 30enne rumeno a colloquio nella stazione di Borgo Panigale
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Bologna, 9 marzo 2026 — Un divieto di avvicinamento all’ex compagna, con l’obbligo di indossare il braccialetto elettronico. È la misura cautelare eseguita dai carabinieri della stazione di Bologna Borgo Panigale nei confronti di un uomo di 30 anni, di nazionalità rumena, indagato dalla Procura della Repubblica di Bologna per atti persecutori.
Il provvedimento è stato emesso dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Bologna su richiesta del pubblico ministero, dopo gli accertamenti svolti dai militari dell’Arma a seguito della denuncia presentata dalla vittima. La giovane si era infatti presentata in caserma nelle scorse settimane raccontando una situazione diventata sempre più pesante e difficile da sostenere.
Dall’uomo comportamenti insistenti e aggressivi
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, gli episodi sarebbero iniziati verso la fine del 2025, quando la relazione sentimentale tra i due era ormai terminata. Da quel momento, secondo il racconto della donna e gli elementi raccolti dai carabinieri, l’uomo avrebbe iniziato a perseguitarla con comportamenti sempre più insistenti e aggressivi. La ragazza ha riferito di aver subito minacce e violenze ripetute, in alcuni casi sfociate in aggressioni fisiche. Tra gli episodi segnalati ci sarebbero spintoni e schiaffi, ma anche momenti particolarmente gravi durante i quali l’uomo avrebbe stretto le mani attorno al collo della giovane.
Accanto alle aggressioni fisiche, gli investigatori hanno ricostruito anche una lunga serie di comportamenti vessatori che avrebbero reso la vita della donna sempre più difficile. Alla base, secondo quanto emerso, ci sarebbe stato un atteggiamento fortemente geloso e possessivo da parte dell’indagato. Tra le abitudini più invasive segnalate dalla vittima c’era il controllo costante del telefono cellulare. L’uomo avrebbe voluto sapere con chi parlasse la ragazza, dove si trovasse e con chi trascorresse il tempo.
Le pressioni non si limitavano però al controllo diretto. L’indagato avrebbe messo in atto una vera e propria attività di contatto continuo, fatta di telefonate e messaggi ripetuti nel corso della giornata. In una circostanza, particolarmente significativa per gli investigatori, l’uomo avrebbe effettuato oltre 130 telefonate nell’arco di poche ore, accompagnate dall’invio di numerosi messaggi. Tutti con lo stesso obiettivo: conoscere gli spostamenti della donna e sapere con chi si trovasse in quel momento.
La donna si è rivolta ai carabinieri
Una situazione che, secondo quanto riportato nella denuncia, avrebbe provocato nella vittima un forte stato di ansia e paura per la propria sicurezza. Gli elementi raccolti dai militari dell’Arma sono stati quindi trasmessi alla Procura di Bologna, che ha chiesto al giudice l’applicazione di una misura cautelare per impedire all’uomo di continuare con questi comportamenti. Il giudice per le indagini preliminari ha accolto la richiesta, disponendo per il 30enne il divieto di avvicinamento alla persona offesa e ai luoghi da lei frequentati, con l’applicazione del braccialetto elettronico per monitorare il rispetto delle prescrizioni.
Una volta rintracciato dai carabinieri, l’uomo è stato identificato e informato della misura cautelare nei suoi confronti. Il dispositivo elettronico consentirà alle forze dell’ordine di controllare che non si avvicini alla vittima e che rispetti le distanze stabilite dal provvedimento del giudice. L’intervento rientra nelle attività di contrasto ai reati di violenza e persecuzione personale, su cui l’Arma dei carabinieri continua a mantenere alta l’attenzione, invitando le vittime a denunciare situazioni di minaccia o intimidazione.
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