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Torna l’insicurezza globale, attacchi in Michigan e in Olanda. “Rischio terrorismo di cani sciolti”

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14.03.2026

Polizia sul luogo dell’attacco a Detroit. A destra, Luigi Toninelli

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Roma, 14 marzo 2026 – La sinagoga in fiamme a Rotterdam, l’auto di Ayman Ghazaleh – che aveva perso la sua famiglia durante un raid israeliano in Libano – contro il Temple of Israel, nella periferia di Detroit. E poi il rogo appiccato alla sinagoga di Rotterdam e un’esplosione davanti a quella di Liegi. Se al centro dell’attacco israelo-statunitense all’Iran c’era il tema della sicurezza, sembra però che l’effetto scaturito sia il suo esatto contrario. E il pericolo dei ‘cani sciolti’, come spiega Luigi Toninelli, ricercatore Ispi dell’Osservatorio Medio Oriente e Nord Africa, non si può affatto escludere.

La guerra scatenata da Washington e Tel Aviv porterà a un Medio Oriente più sicuro?

“È difficile che ci possa essere una situazione più stabile nella regione, se non verrà trovato un accordo sulla sicurezza; accordo che per altro non sembra all’orizzonte. Al netto delle parole del presidente iraniano Pezeshkian, in cui chiede compensazioni di guerra e la possibilità di arricchire il nucleare quantomeno per scopi civili, è essenziale per Teheran che non si ripetano più operazioni come quelle condotte da Stati Uniti e Israele che periodicamente scatenano delle escalation. Senza considerare che ormai gli attori che possono destabilizzare la regione non sono diminuiti, ma aumentati”.

Il caso della foto di un leader Basji vestito da donna in Iran per sfuggire ai droni. Secondo SynthID è intelligenza artificiale

Quanto le politiche israeliane, dal 7 ottobre 2023 in poi, stanno degradando i rapporti con gli Stati vicini?

“Questo tentativo da parte di Tel Aviv di arrivare a essere la potenza egemone nella regione sta alienando molte simpatie. Tralasciando gli alleati storici, sia militari che economici, come Marocco, Bahrein, Egitto ed Emirati, il quadro si complica molto per tutti gli altri. Arabia Saudita e Oman, infatti, sembrano aver rinunciato a qualsiasi tentativo di avviare un processo di normalizzazione dei rapporti con Israele. È poi impossibile in questo momento pensare che ci possa essere un dialogo con Iran, Iraq, Qatar, Yemen o Tunisia. Fa eccezione invece il Libano: al di là del fatto che Tel Aviv cerchi di estirpare con la forza Hezbollah, la minaccia di un’ulteriore invasione del sud del Paese potrebbe spingere Beirut a negoziare con Netanyahu”.

Il caso della foto di un leader Basji vestito da donna in Iran per sfuggire ai droni. Secondo SynthID è intelligenza artificiale

C’è un ritorno dell’antisemitismo?

“Sì, sia in Medio Oriente che in Occidente. È necessario però stare attenti a non confondere l’antisemitismo con l’opposizione alle politiche di Tel Aviv. Sono due fenomeni che ovviamente stanno crescendo, ma vanno ben distinti l’uno dall’altro. In Iran, per esempio, vive una folta minoranza di origine ebraica che non presenta particolari problematiche o discriminazioni. Diverso è invece il discorso in altri Paesi del Medio Oriente, dove gli ebrei si sono sentiti minacciati e hanno deciso di andarsene”.

Aumenta il rischio di attentati in Occidente? Eventuali cellule dormienti sciite si differenziano da quelle di Al-Qaeda o Isis?

“Il rischio è minore, anche perché la matrice è differente. Non c’è nella retorica e nel tentativo di proselitismo dell’Iran quella volontà di colpire il mondo occidentale, o addirittura ‘conquistare Roma’ come nel caso di Daesh (Isis, ndr). La popolazione sciita inoltre, a differenza di quella sunnita, è numericamente inferiore nelle nostre periferie. Allo stesso tempo, non possiamo escludere che ci siano in Occidente cellule dormienti, basti pensare ai due attacchi contro Salman Rushdie, colpito dalla fatwa di Ruhollah Khomeini, ma è più probabile che un’azione ostile possa provenire dai cosiddetti ‘cani sciolti’, giovani ai margini della società che decidono autonomamente di colpire un’ambasciata o una sinagoga. Ma non credo però che possa ripetersi quello che è già successo in passato con le cellule di stampo sunnita”.

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