menu_open Columnists
We use cookies to provide some features and experiences in QOSHE

More information  .  Close

Negozi addio: tra e-commerce e desertificazione, ecco chi sta svuotando le nostre città /

18 100
15.02.2026

Reggio Emilia, 15  febbraio 2026 – Se il mercato immobiliare residenziale a Reggio mostra diversi segni di vivacità, specialmente se si tratta di offerte per la compravendita, lo stesso non si può dire per i negozi del centro storico. Dopo anni di affitti a cifre stellari, l’agente immobiliare Giuseppe Iannò descrive un netto cambio di marcia: prezzi sempre più bassi per spazi che, evidentemente, sono sempre meno allettanti.

Mercato immobiliare, case in vendita: la febbre sale. Aumento medio del 5% e boom affitti a Nord (+10,4%)

"Il tema dei negozi è piuttosto delicato - premette il proprietario della nota agenzia Iannò, con sede in via Crispi –. Il prezzo dipende da tanti parametri: la posizione, la metratura, il numero di vetrine… Anche solo avere due o tre vetrine in più cambia parecchio. Tutto è strettamente correlato all’affitto che riesci a ottenere e quindi alla redditività, che oggi si attesta attorno al 7%».

Potremmo dire che investire nel centro non funziona più?

«Il negozio viene acquistato quasi esclusivamente come investimento e per avere un rendimento, a differenza dell’appartamento che può avere anche una componente sentimentale. Proprio per questo il valore dei negozi in centro è calato: gli affitti che oggi si riescono a realizzare sono più bassi».

«Le faccio un esempio: in zona via Crispi stiamo affittando un negozio che fino a pochi anni fa veniva a costare 3.000 euro al mese, mentre oggi siamo intorno ai 1.700. In generale chi ha sofferto di più è stata proprio la fascia centrale della città».

Quindi non è vero che gli affitti in centro per i negozi sono troppo alti?

«Per come è la situazione ora, spesso si dimostra essere una falsità: non essendoci richiesta, molti affitti sono calati anche della metà rispetto a un anno fa. Il problema è generale. Mi è capitato di dare un negozio a delle mie amiche per aprire una boutique, praticamente a zero euro per un periodo. Dopo sei mesi hanno chiuso lo stesso, perché non avevano incassi. E qui torniamo ai soliti nodi della questione centro storico».

«A Reggio c’è stata un’esplosione dell’online, poi la concorrenza spietata con i centri commerciali, le difficoltà di parcheggio…Una volta avere un negozio in centro era un vantaggio, oggi spesso diventa penalizzante. Basta guardare via Emilia San Pietro e Santo Stefano: negozi in vendita ovunque mentre una volta non li vendeva nessuno, o comunque lo si faceva a prezzi stratosferici, proprio perché lo stesso negozio avrebbe poi avuto un’ottima resa economica».

Come sono cambiati i prezzi?

«Oggi siamo sui 3.000–4.000 euro al metro quadro. Nel periodo d’oro, tra fine anni ’90 e inizio 2000, si arrivava tranquillamente oltre i 10.000 euro al metro quadro. Ovviamente stiamo parlando di una media, ogni negozio ha una storia a sé. Oggi un locale da 80 metri quadri oggi lo affitti a 1.700, mentre qualche anno fa pagavano 3.000 euro senza problemi».

Ci sono zone più care rispetto ad altre?

«Le cosiddette zone di pregio ormai si sono ristrette moltissimo. Oggi vanno più o meno da Piazza del Monte fino a poco dopo il Mercato Coperto e fino a via Monzermone, una volta arrivavano fino all’Obelisco e a San Pietro. La zona dei teatri, Corso Garibaldi e le piazze principali ormai sono considerate zone medie; Corso Garibaldi poi già non andava benissimo prima della Ztl, ora ancora meno. Appena ti sposti dalle vie principali trovi prezzi bassissimi».

Quanto ha inciso il Covid?

«Secondo le nostre stime, c’è stato un calo medio di circa il 20%, sia sui prezzi di vendita, sia sugli affitti. Per contro il residenziale ha avuto un andamento completamente opposto: tra città e periferia, parliamo di un aumento intorno al 40%. Va detto che Reggio è sempre stata una città per l’80–85% residenziale e resta sotto questo aspetto una città vitale. Università e ospedale portano gente, il lavoro in generale non manca».

Eppure la situazione per i negozi in centro è all’opposto.

«Se pensiamo alle politiche che hanno progressivamente spostato tutto fuori dal centro… Adesso forse ci si sta rendendo conto del danno fatto, ma rimediare non sarà facile». 


© il Resto del Carlino