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Gli operatori del soccorso: "Volontari già da 14 anni. Tra giovani ci si capisce"

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05.03.2026

Luca Como (Croce Verde Reggio. ). e. Mario Restuccia (Croce Rossa)

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Un confronto tra pari, da giovani a giovani, è quello che può fare la differenza quando si affrontano tematiche importanti e anche scomode. "Nella nostra realtà si può entrare come volontari già a 14 anni, il nostro consigliere più ‘anziano’ ne ha 36 – spiega il presidente di Croce Rossa Reggio, Mario Restuccia –. C’è un grande lavoro congiunto: i giovani si occupano di fare indagini nelle scuole e nel territorio, da cui nascono idee e attività che vengono adattate alle diverse fasce d’età".

Il rapporto ‘peer-to-peer’, cioè alla pari, "permette ai ragazzi di aprirsi molto di più rispetto a quanto farebbero con un adulto – aggiunge –. E iniziative come ‘Abc’ sono ancora più preziose perché ci vedono uniti a tutti gli attori che ogni giorno lavorano per garantire la sicurezza della comunità".

La Croce Rossa di Reggio oggi conta 503 volontari, di cui 142 con un’età inferiore ai 32 anni; l’età media generale è di 45 anni. Nell’arco di tutto il 2025 la Cri ha svolto 12.485 servizi in emergenza, di cui 2.303 su strada; di questi ultimi, 1.197 hanno avuto una severità dal codice giallo al codice blu.

"La maggior parte degli incidenti su cui interveniamo spesso è legata alla disattenzione: auto che urtano pedoni, biciclette o monopattini, oppure monopattini usati senza rispettare le regole – prosegue Restuccia –. La distrazione dovuta a cellulari, cuffiette, insonorizzazione dei mezzi e musica ad alto volume è un fattore ricorrente. È un tema su cui credo si debba insistere molto". Un consiglio a chi sta per prendere la patente? "Io dico sempre che da grandi poteri derivano grandi responsabilità – chiosa –. Avere la patente significa assumersi una responsabilità enorme nei confronti degli altri, non solo di sé stessi".

Secondo Luca Como, responsabile servizi Croce Verde Reggio, le iniziative sull’educazione stradale che coinvolgono i giovani delle scuole hanno anche un altro valore molto importante: "Oltre alla prevenzione, che per noi resta centrale soprattutto tra i più giovani, lavorare con i diciottenni che stanno prendendo la patente permette di far loro conoscere chi siamo e cosa facciamo". Il che può rappresentare certo un vantaggio nel trovare potenziali nuovi volontari, ma soprattutto "nel far capire che non esiste solo il 118 o il personale sanitario professionista: c’è un intero mondo di volontariato che opera ogni giorno sul territorio".

Negli ultimi anni, anche grazie a regole più restrittive, "i ragazzi si dimostrano più responsabili – continua –. Quando collaboriamo con la polizia locale o stradale nei controlli con l’etilometro, vediamo che la maggior parte di loro si comporta correttamente: il messaggio ’chi guida non beve’ sta passando. La prevenzione funziona, soprattutto tra i più grandi, che iniziano a responsabilizzarsi. Qualche difficoltà in più si riscontra tra i più giovani, ad esempio nei primi anni delle superiori, dove durante le feste capita ancora qualche eccesso".

Di nuovo però, uno dei focus finisce sui monopattini elettrici: "Forse perché non vengono percepiti come veri e propri mezzi di trasporto, vengono usati su marciapiedi o in spazi non adeguati, e gli incidenti possono essere anche seri – conclude Como –. Secondo me, oggi è proprio su questo aspetto che dobbiamo aumentare l’attenzione e continuare a lavorare con ancora più impegno".

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© il Resto del Carlino